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Carnevale: storia e tradizioni nel novarese

Sapevate che il Carnevale non si festeggia soltanto dal giovedì al martedì grasso? Ecco alcune curiosità sui piccoli Carnevali del novarese

Foto di repertorio

Accanto alla pomposità dei costumi della corte di Re Biscottino e dei Carnevali storici, c'è un altro Carnevale, quello dei piccoli comitati dei comuni della provincia, meno ricco e conosciuto forse, ma fortemente e ugualmente sentito. 

Da Grignasco a Ghemme, da Prato e Romagnano Sesia fino ad Oleggio, il nostro territorio è costellato da tradizioni carnevalesche, che rendono questo periodo il preferito da grandi e piccini. Ognuno con i propri eventi ed iniziative, le proprie maschere a rappresentarli nei comuni vicini e i propri costumi tradizionali. 

C'è chi apre le danze il giorno dell'Epifania con la trippa in piazza, chi invece con il giro dei cortili del proprio paese, delle vere e proprie tappe tutte da gustare che prendono il via dopo il 6 gennaio. E consegna delle chiavi e discorsi al limite della satira politica locale (e non solo), sfilate, gran balli e veglie danzanti, cene in maschera e fagiolate, la festa prosegue per molte settimane, tra banchetti e leggerezza d'animo.

Se la data di inizio del Carnevale varia da tradizione a tradizione e da comune e comune, la data della sua fine, eccetto per il Carnevale Ambrosiano, coincide con il martedì grasso, il giorno che precede il mercoledì delle ceneri, quando si fanno largo il rigore e l'astinenza della Quaresima. Il nome Carnevale deriva infatti dal latino carnem levare, che significa "eliminare la carne", la cui origina va ricercata nel precetto della Chiesa di non consumare carne durante il periodo di Quaresima. 

Ma scopriamo insieme la storia di alcune maschere della zona.

La storia del Carnevale di Ghemme e Re Barlan

La storia del Carnevale di Grignasco

La storia del Carnevale di Oleggio

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