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Nell’alto novarese i cinghiali devastano i campi coltivati

I cinghiali stanno devastando il mais riseminato e i prati a fieno nel medo-alto novarese. Oltre i danni del maltempo, il comparto agricolo deve affrontare anche questo problema

A causa delle interminabili piogge di quest’anno, il comparto dell’agricoltura ha visto colare a picco le produzioni: moltissime semine si sono rovinate e si sono rallentate di oltre un mese le operazioni colturali di ogni comparto. La situazione ha riguardato gran parte della penisola e anche il comune di Novara. Il calo di produzione per le principali colture del territorio, afferma la Coldiretti in un comunicato, «è a due cifre percentuali, con perdite che raggiungono il 50% per il riso, nelle zone dove i terreni sono più impermeabili». 


 

Per il comune piemontese a questo si aggiunge anche un altro problema: quello dei cinghiali. Gli ungulati, per trovare nutrimento, devastano le culture del luogo. Lo sottolinea anche la Coldiretti di Novara-Vco, che in comunicato rimarca come “la situazione si sia fatta particolarmente delicata, soprattutto negli ultimi giorni in zona pre-collinare e collinare” e con una recrudescenza particolare nel medio-alto Novarese, dove le colture riseminate dopo il maltempo sono bersaglio di continui attacchi, che nemmeno risparmiano i prati destinati alla fienagione. Le coltivazioni maggiormente colpite in questa zona sono il mais, l’uva e il prato stabile e, in misura minore, altri cereali come l’avena, il grano e l’orzo. Risultano, inoltre, danneggiati seriamente anche i fossi utilizzati per l’irrigazione delle campagne. 

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