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Serie C | Intervista a Simone Pesce: “A Novara bellissimi ricordi”

L’attuale capitano del Lumezzane è stato intervistato in vista del prossimo impegno che vedrà gli Azzurri affrontare i rossoblù

Domenica 26 novembre il Novara sarà impegnato in trasferta sul campo del Lumezzane dei due grandi ex: Andrea Caracciolo, oggi presidente del club, e Simone Pesce che invece del Lumezzane ne è capitano. 
In occasione della sfida, valida per la 15ª giornata del campionato di Serie C, abbiamo intervistato proprio Simone Pesce che del Novara è stato una bandiera avendo vestito la maglia Azzurra in ben 133 occasioni. Sempre disponibile e di grande cuore, questo è quanto Pesce ci ha detto.

Domenica il Lumezzane ospiterà il Novara di cui sei stato un importante giocatore. C’è un po’ di emozione? E quali ricordi hai?

“A Novara sono stato quattro anni e mezzo e ho ricoperto un ruolo abbastanza importante insieme a tanti altri giocatori forti presenti in squadra in quegli anni. È la seconda volta che incontro il Novara da avversario, la prima è stata con la maglia della Cremonese. Un pò di emozione c’è sempre perché ho trascorso anni importanti della mia carriera di cui uno in Serie A, due in Serie B e la vittoria del campionato di Lega Pro. I ricordi legati a quell’esperienza sono davvero tanti”.

La maglia Azzurra è quella che hai vestito più di tutte collezionando ben 133 presenze. Cos’ha significato per te Novara?

“133 partite non sono poche. È la squadra con cui ho giocato di più e questo dà la misura di quanto la partita sia per me importante e particolare. Per me Novara ha significato in primis la crescita della mia prima figlia. Con mia moglie siamo arrivati quando aveva solo sei mesi ed è rimasta fino all’età di cinque anni. Poi ha significato la nascita della seconda figlia, nata all’ospedale di Novara. Due ricordi che mi legano tantissimo alla città. Inoltre a Novara sono stato davvero bene in tutti i sensi perché ho conosciuto persone fuori dal calcio che sono ancora mie amiche, che frequento e con le quali ho instaurato rapporti importanti. Tornare a Novara è sempre bello e mi fa sempre piacere”.

Qual è il ricordo più bello e importante?

“Di ricordi belli ce ne sono davvero tanti. Aver vinto a San Siro 0-1 è un ricordo importante e bello. Per uno che ha fatto il calciatore, vincere in uno stadio così non è facile. Ma anche l’anno dopo in Serie B abbiamo fatto una cavalcata incredibile che ci ha portati alle semifinali playoff per tornare in Serie A. Quello è stato anche l’anno più prolifico della mia carriera con 6 gol realizzati. Sempre in quella stagione ho avuto la fortuna di giocare con Bruno Fernandes che all’epoca era un giovane calciatore di 18 anni e oggi è uno dei giocatori top nel panorama mondiale. Avevamo un gruppo bellissimo. Ci sono stati anche dei momenti brutti che però fanno crescere. La retrocessione dell’anno dopo dalla Serie B alla Serie C mi ha toccato molto dal punto di vista sportivo. Eravamo partiti per fare un campionato di vertice, invece ci siamo ritrovati in fondo alla classifica e siamo retrocessi. Mi ha insegnato e toccato tanto, retrocedere così è stato brutto e per me è stata una ferita. Per fortuna l’anno dopo abbiamo subito vinto il campionato di Lega Pro con una grandissima squadra. Un gruppo bellissimo, fatto di uomini e guidato da un allenatore bravissimo come Domenico Toscano. Quella squadra è rimasta molto unita, ancora oggi ci sentiamo. È un bel ricordo e tra l’altro vincemmo il campionato proprio 1-0 a Lumezzane all’ultima giornata”.

Hai 41 anni, ma in campo hai più energia di tanti giovani. Passione, perseveranza, impegno, qual è il tuo segreto?

“Ancora gioco a 41 anni. In tanti mi fanno questa domanda, ma non c’è un segreto. Sicuramente la passione di giocare a calcio, di fare questo sport e di viverlo è ancora tanta. Non ti nego che a volte faccio un po’ più fatica, sono un uomo di 41 anni e mi ritrovo con ragazzi che potrebbero essere addirittura mie figli. La bellezza di giocare la domenica e vivere la settimana però fanno passare tutto. Gli unici segreti sono la passione e la voglia. Sono arrivato a giocare in Lega Pro a questa età anche perché ho accettato il progetto del Lumezzane, soprattutto grazie a Lodovico Camozzi, per fare qualcosa di importante ricominciando dall’Eccellenza per riportare la società tra i professionisti. Ci siamo riusciti e questa cosa voglio godermela, ma voglio anche fare il meglio possibile ed essere un esempio per i più giovani. Questo è ciò che ora conta di più, vorrei dare consigli e spiegargli la fortuna che hanno di fare questo lavoro. Altri segreti non ce ne sono. Sono stato fortunato a non aver avuto infortuni gravi e forse è anche per questo che sono arrivato così a 41 anni”.

Tornando al presente, domenica torni in campo dopo la squalifica contro un Novara reduce dalla prima vittoria in campionato. Che partita ti aspetti?

“Sappiamo di affrontare una squadra che domenica scorsa ha fatto la prima vittoria perciò arriveranno con molto entusiasmo. Mi dispiace che in panchina non ci sia più Daniele Buzzegoli che oltre a essere un mio amico è stato anche mio compagno di squadra e gli auguro tutto il meglio. Ora in panchina c’è Giacomo Gattuso, che ho avuto la fortuna di conoscere sempre a Novara e che per un periodo è stato anche mio allenatore. So come lavora e so che troveremo una squadra molto preparata da un punto di vista tecnico e tattico, ma soprattuto a livello fisco e agonistico. Sarà una partita molto dura, dovremo essere bravi a continuare ciò che stiamo facendo in questo momento. Servirà sacrificio, voglia di lavorare per il compagno e grande desiderio di voler raggiungere il risultato a tutti i costi. Se abbineremo queste caratteristiche alle nostre qualità potremo diventare una squadre fastidiosa”.

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