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Igor Volley: all'andata dei quarti di Coppa Italia vince Bergamo

Una partita combattuta e riaperta dalle azzurre dopo un avvio di gara difficile. Pedullà: "Non è finita, possiamo vincere a Bergamo e qualificarci"

La Foppapedretti Bergamo di Stefano Lavarini espugna lo Sporting nell’andata dei quarti di finale di Coppa Italia al termine di una partita combattuta e riaperta dalle azzurre dopo un avvio di gara difficile.

Pedullà propone dall’inizio lo stesso sestetto vincente contro Casalmaggiore, con Vanzurova opposta a Kim, Rosso e Lombardo in banda, Milos e Tokarska al centro e Paris libero. Orobiche schierate da Lavarini con Diouf opposta a Weiss, Blagojevic e Sylla in banda, Folie e Stufi al centro e Merlo libero.

Parte forte la Foppa, che sul 2-2 nel primo set trova un parziale di 7-0 sul turno in battuta di Blagojevic, che costringe Pedullà a chiamare entrambi i timeout a sua disposizione. Tokarska firma il 3-9 ma Bergamo riparte con Diouf e scappa 7-16 mentre Pedullà cambia la diagonale con Mollers in regia e Murphy opposta. Sul 10-20, Murphy conquista la battuta e riapre il set propiziando un 7-0 con Bergamo in difficoltà (17-20). Ancora Murphy accorcia 19-22, Bergamo trova il set ball con Blagojevic (19-24) e Novara ne annulla tre (22-24) prima della battuta in rete di Milos che vale il 22-25.

Novara riparte con Murphy e Mollers titolari ma è ancora Bergamo a partire meglio, portandosi 5-10 con Stufi e Blagojevic protagoniste mentre Pedullà inserisce anche Manfredini per Lombardo. Dopo il timeout tecnico (7-12), Novara accorcia con i muri di Milos e Murphy su Diouf, per l’11-14 che spinge Lavarini a chiamare timeout. Tokarska riduce il gap, Mollers a muro e Rosso con un ace firmano il sorpasso (19-18). Ancora Tokarska (ace, 21-19), prima della reazione delle ospiti, che sorpassano aiutate dal nastro (ace Diouf per il 22-23) e chiudono 23-25 con l’errore in battuta di Manfredini.

Testa a testa il terzo parziale, con Bergamo avanti 1-3 e poi 7-8 (Diouf) prima della risposta di Murphy e di Mollers (ace) per il 10-8. Rosso “stoppa” Stufi, Murphy allunga 16-12 e Tokarska in fast, poco dopo, mantiene le distanze  sul 18-14. Lavarini chiama timeout, Milos non si ferma e Rosso, in diagonale, firma il 21-17. Milos in battuta scava il solco decisivo, chiude Tokarska a muro su Blagojevic 25-19.

La Igor, galvanizzata, parte meglio nel quarto set, con Murphy e l’errore di Sylla che valgono il 6-3 mentre Lavarini chiama subito timeout. Murphy è scatenata (11-7), Diouf accorcia 11-9 e Milos firma in primo tempo il 12-10 al primo timeout tecnico. Cresce il tasso agonistico dell’incontro, le squadre procedono testa a testa fino al 19-16 con Milos e Manfredini che firmano il break azzurro. Non basta: Bergamo rientra sul -1 con Loda e innesca un finale di set tiratissimo. Blagojevic a muro trova il match ball, Murphy sorpassa 25-24 ma è l’ultimo "spunto" del Novara: Diouf strappa il servizio e Klisura, dopo il mani-out di Blagojevic, chiude con un ace (25-27).

La gara di ritorno è in programma per mercoledì sera, a partire dalle 20,30, a Bergamo. In base al regolamento della competizione (passa la squadra che ha vinto più set dopo la doppia sfida, con eventuale golden set di spareggio in caso di parità), alla Igor serve una vittoria per 0-3 o per 1-3 con golden set supplementare, per passare il turno e conquistare la Final Four di Coppa Italia.

"Siamo partiti male - ha commentato coach Pedullà - sbagliando in molti fondamentali e non possiamo permettercelo. Quando siamo cresciuti in battuta, siamo rientrati in partita ma non è bastato. Certo, va anche dato merito a Bergamo di essere, in questo momento, la seconda forza del campionato e non certo per caso. Noi ce la siamo giocata a testa alta, punto a punto, in tutti e quattro i set alla fine e questo è senz’altro positivo. Peccato per gli errori che non ci hanno concesso di vincere. Qualificazione? Non è chiuso niente, noi andiamo a Bergamo con la serenità di chi ha giocato alla pari con il proprio avversario e, proprio per questo, può ribaltare la situazione. Il rammarico più grande è che non siamo ancora consapevoli dei nostri mezzi: è quello che ci manca nei momenti decisivi delle sfide alle grandi squadre".

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