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Coronavirus, cosa cambia per i frontalieri 

La Farnesina ha emanato una nota in cui si spiega nel dettaglio la situazione

Foto di repertorio

Che cosa possono fare i frontalieri? Lavoreranno? Staranno a casa? “Le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lvoro. Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze dell’ordine di polizia in caso di eventuali controlli. Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.

E’ questa la nota diramata poco fa nella giornata di oggi, domenica 8 marzo, dalla Farnesina, esplicativa, rispetto al decreto. 

I frontalieri potranno dunque continuare a lavorare, perché il tutto rientra alla voce “comprovate esigenze lavorative” della lettera a dell’articolo 1 dell’uomo decreto di questa notte.

Non solo, il deputato Enrico Borghi nella mattinata ha diffuso una nota in cui ha spiegato che si è al lavoro per favorire le modalità di telelavoro e di smart woring. “Abbiamo inoltre chiesto alle autorità ticinesi di mettere in campo iniziative simili a quelle italiane per promuovere e facilitare le modalità di lavoro da casa anche nel Canton Ticino. Registriamo positivamente, anche alla luce dell'importanza per la #Svizzera dell'opera dei nostri frontalieri, che a Bellinzona si sta lavorando in questa direzione”, ha detto Borghi.

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