Giovedì, 28 Ottobre 2021
Verbano Cusio Ossola

Da un gesto d'amore, un'esposizione permanente d'arte per la città di Omegna

Marchioni: "Si tratta di un'opportunità unica di creare una Pinacoteca a uso della collettività e di quanti verranno a visitare la nostra città"

Non ha potuto presenziare all’ufficializzazione del gesto d’amore per Omegna e gli omegnesi di cui si è fatta portavoce anche per lui la moglie Maria Grazia Zanasi (per tutti "Titti"), ma il nome di Giampiero Lagostina è destinato a rimanere per sempre nella storia della città.

Accomunati nella vita dalla medesima passione per il collezionismo di opere d’arte e oggetti preziosi, Titti Zanasi e Gianpiero Lagostina (deceduto nella giornata di domenica a seguito di un male incurabile, che ha colto tutti di sorpresa) hanno maturato da tempo l’idea di un lascito per la nostra comunità "che, come diceva sempre Giampiero - si schernisce la moglie - gli ha dato tanto permettendogli, con il suo lavoro, di coltivare la sua passione per l’arte".

Da qui l’ufficializzazione in una lettera indirizzata al sindaco Paolo Marchioni di una volontà palesata ormai da mesi di donare ciascuno il proprio distinto patrimonio composto da opere d’arte di notevolissimo valore "previa la collocazione in un museo, così che lo stesso possa essere messo a disposizione della cittadinanza e dei visitatori, in particolare degli studenti e dei giovani".

Immediatamente approvata nella Giunta dello scorso 29 gennaio, la donazione - che spazia dalla pittura italiana pre-rinascimentale all’epoca attuale, e che include artisti di rinomanza internazionale - troverà opportuna collocazione presso la Villa Liberty di proprietà comunale.

L’impegno del sindaco e dell’assessore alla Cultura Sara Rubinelli, entrambi grati e commossi per il grande gesto di mecenatismo, espressione pura di un amore profondo per la condivisione del bello da parte dei suoi disinteressati autori, è ora quello di reperire al più presto i fondi necessari al restauro dell’edificio che si erge presso il Parco Pasquale Maulini.

Dal canto loro, Titti Zanasi e Gianpiero Lagostina hanno omaggiato la città di un’ulteriore dono, ossia lo studio integrato dell’allestimento del museo a opera degli architetti Andrea Baldioli e Gianfranco Ciuffo, che hanno messo a punto un progetto di resa del Museo che verrà. Lo stesso all’interno del quale anche Roberto Ripamonti e l’associazione culturale "I Lamberti" stanno maturando un ruolo di primo piano nella scelta espositiva del centinaio di opere che si alterneranno nell’allestimento.

"Per Omegna - è la puntualizzazione del primo cittadino Paolo Marchioni - si tratta di un’opportunità unica di creare una Pinacoteca a uso della collettività e di quanti verranno a visitare la nostra Città. Ringrazio di tutto cuore gli autori di questo grande gesto di profonda generosità che, una volta approvato anche in Consiglio Comunale, ci permetterà di trasformare un edificio pubblico in esposizione permanente d’arte".

"A suggellare ulteriormente la grandezza di questo gesto - è l’ulteriore puntualizzazione dell’assessore Rubinelli - c’è la decisione di non dare un nome al Museo che verrà, ma di lasciare che siano gli Omegnesi a sceglierlo partecipando a un concorso presieduto da una giuria creata ad hoc. Considerate, inoltre, che questo allestimento permanente sarà parte integrande del percorso cittadino che, dal Museo Rodari di via Carrobbio, si snoderà lungo la passeggiata della Nigoglia per entrare nel 'nuovo' Forum restaurato al cui interno si trova già una collezione permanente sul casalingo".

Importante anche la sottolineatura di Roberto Ripamonti, secondo cui: "Ora la nostra più grande ambizione è quella di rendere fruibile il progetto, in primis, agli studenti del Liceo Artistico, affinché, come occasione più unica che rara, possano uscire dalla scuola per operare a contatto con l’arte, così da sentirla davvero 'loro'".

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