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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Verbano Cusio Ossola

Troppe ore in attesa al pronto soccorso di Verbania: “Servono risposte concrete”

La denuncia della sindaca di Verbania Silvia Marchionini

Ore di attesa, spesso in barella, per poter essere visitati. La situazione del pronto soccorso dell’ospedale Castelli di Verbania è arrivata al punto da spingere la sindaca Silvia Marchionini a chiedere risposte concrete ad Asl e Regione sulle possibili soluzioni alla situazione.

“In questi giorni vi sono state numerose segnalazioni di un grave sovraffollamento quasi giornaliero del Dea, in particolare di Verbania, per un grande numero di accessi anche di anziani cronici con molteplici problemi di salute - ha scritto Marchionini -. Basti evidenziare il dato sugli accessi in tempo reale ai Dea e al pronto soccorso, tratto dal sito dell’Asl del Vco: alle ore 19,30 del giorno 22 dicembre a Verbania vi erano 10 pazienti in attesa di essere trattati e ben 17 persone in trattamento delle quali 2 in codice rosso, 7 arancione, 5 azzurro e 3 verde. Alla stessa ora a Domodossola 4 pazienti in attesa e 9 in trattamento”. 

“Tutto ciò provoca lunghi tempi di attesa, disagio ai pazienti che rimangono in barella anche per parecchie ore e dei loro famigliari - continua la sindaca -. Come la segnalazione di una paziente novantenne che ha passato la notte in barella. Il problema, per quanto ci è stato riferito da alcuni operatori, sarebbe sia la carenza di posti letto ospedalieri per i pazienti necessitanti ricovero e sia la difficoltà riscontrata con le strutture convenzionate di accettare pazienti sia del Dea che dei reparti. 

Va sottolineato che gli operatori dei Dea tutti si stanno impegnando sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista assistenziale per ridurre i disagi, e a loro va il nostro ringraziamento, ma la situazione è ormai da tempo veramente critica”. 

“Nel frattempo, la giunta regionale fa grandi proclami su un progetto regionale miracoloso che dovrebbe risolvere il problema del sovraffollamento dei Dea, ma lo stesso assessore Icardi sostiene che non può funzionare fino a quando non sarà stata effettivamente riformata la medicina territoriale- rimarca Marchionini -. E' vero che al Dea arrivano un gran numero di pazienti cronici che potrebbero essere trattati a casa o in strutture non ospedaliere, ma nessuna soluzione si vede all’orizzonte in tal senso anche da parte dell’Asl Vco. E nel frattempo?”.

“Chiediamo che la direzione generale si attivi urgentemente per porre rimedio ai disagi dei pazienti, aumentando i posti letto e intervenendo sulle strutture convenzionate perché ricoverino di ufficio tutti i pazienti che da parte dell’ospedale si ritiene possano essere trattati fuori dall’ospedale.  

Inoltre, chiediamo alla dirigenza generale dell’Asl di agire sui medici del territorio per evitare per quanto è possibile l’invio in Dea se non strettamente necessario garantendo l’assistenza a domicilio. Asl e Regione diano risposte concrete: in assenza viene colpito il diritto alla salute dei cittadini” conclude la prima cittadina. 

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