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Piazza San Carlo, confermata l'accusa di omicidio preterintenzionale per la "banda dello spray"

Nella ressa era morta la 38enne di Domodossola Erika Pioletti

La piazza dopo la fuga

Omicidio preterintenzionale per la "banda dello spray" che avrebbe provocato il disastro in piazza San Carlo a Torino.

Il 3 giugno 2017, durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, si è scatenato il panico nella piazza allestita con maxi schermi per vedere la partita. Nella fuga sono rimaste ferite 1500 persone ed è morta Erika Pioletti38enne di Domodossola, calpestata dalla folla.

Le indagini e il processo

Dopo mesi di indagini lo scorso aprile sono stati arrestati cinque giovani che avrebbero usato lo spray al peperoncino nell'affollata piazza per compiere delle rapine, provocando così il panico. La Corte di Cassazione nei giorni scorsi ha confermato l'ipotesi d'accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti dei giovani, uno dei quali minorenne all'epoca dei fatti. Sulla vicenda è in corso un secondo procedimento giudiziario che vede coinvolti alcuni funzionari comunali, la sindaca Chiara Appendino e il questore Angelo Sanna, per lesioni e omicidio colposo in relazione alle carenze di organizzazione.

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La morte di Erika

La 38enne domese era in piazza san Carlo ad accompagnare il fidanzato, tifoso bianconero, anche lui rimasto ferito ma in maniera lieve, come tanti  novaresi che quella sera avevano deciso di andare a Torino per seguire la partita. Erika aveva subito un arresto cardiaco per schiacciamento ed era stata trasportata all'ospedale San Giovanni Bosco, dove era stata tenuta in sedazione per valutare le sue condizioni ed eventuali danni neurologici. Giovedì 15 giugno invece il peggioramento e l'annuncio che per lei non ci sarebbe stato altro da fare. La famiglia aveva deciso di donare gli organi, ma il procedimento è stato bloccato perchè la salma è stata messa a disposizioni dell'autorità giudiziaria.

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