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Verbania, dipendente della Procura condannata per truffa aggravata

Mentre era in congedo retribuito per assistere la madre invalida, la donna gestiva un bed and breakfast in Puglia

Foto di repertorio

Chiede un congedo retribuito di 2 anni per assistere la madre invalida, ma in realtà va in Puglia a gestire un bed and breakfast.

E' successo a Verbania, dove una dipendente della Procura, una 63enne originaria della provincia di Brindisi, è stata condannata per truffa aggravata ai danni dello Stato. I fatti risalgono a diversi anni fa, quando, nel giugno del 2017, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura verbanese hanno avviato un'indagine nei confronti della donna, operatore giudiziario, a causa di una lunga assenza dal servizio della stessa. Dal mese di luglio 2014 a giugno 2016 la donna ha infatti usufruito del congedo retribuito per assistere la madre invalida che viveva con lei, proseguendo poi l'assenza per malattia fino al dicembre 2017.

Le indagini dei carabinieri hanno però permesso di accertare che in realtà la madre non aveva vissuto continuativamente per tutti i due anni di permesso retribuito con la dipendente, ma solo per limitati periodi di tempo, e che la donna gestiva di fatto un bed and breakfast a Ostuni, percependo così illegittimamente lo stipendio sia per il periodo di congedo retribuito per assistenza, sia per il periodo di malattia, con un danno quantificato in circa 55mila euro (comprensivi di danno morale per il Ministero).

Lo scorso 26 ottobre si è quindi tenuta l’udienza davanti al Gup di Verbania, all’esito della quale la dipendente della Procura è stata condannata, con rito abbreviato, alla pena di 3 anni di reclusione e 800 euro di multa per truffa aggravata ai danni dello Stato, con conseguente ristoro dei danni per 55mila euro, di cui 35mila già versati. Al fine di garantire la piena restituzione dell’importo stabilito dalla condanna è stata inoltre disposta la confisca per equivalente di un immobile di proprietà della donna.

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