Casa Bossi e gli spazi di rappresentazione dell’inconscio

Foto Scampini

Un’occasione di riflessione "in libertà" sugli spazi di rappresentazione artistica dell’inconscio e sull’Altrove di Casa Bossi e, contemporaneamente, un’occasione importante per scambiarsi gli auguri. Proseguono gli incontri "a corredo" della mostra "Attualità del passato a Casa Bossi" inserita nell’ambito del progetto "Cultura e aree urbane - sistema culturale e Casa Bossi" finanziato da Fondazione Cariplo, con un doppio appuntamento "sotto l’albero".

Martedì 23 dicembre, nei locali di Casa della Porta in via Canobio 6 a Novara, il Comitato d’Amore per Casa Bossi propone due momenti culturali, simbolo di altrettanti incontri "speciali" per la villa antonelliana e per i suoi frequentatori.

Alle 17,30 il filosofo Fabrizio Palombi, novarese di nascita ma ormai romano d’adozione, lo scorso settembre ospite della rassegna "I mattoni e le parole", presenterà la sua ultima fatica letteraria, intitolata "Lacan" (edita da Corriere della Sera, 2014). L’opera, che si troverà in edicola proprio a partire dal 23 e fino al 29 dicembre, presenta il pensiero del più grande psicoanalista francese facendo ricorso alla storia dell’arte.

Jacques Lacan (1901-1981), è stato uno dei più importanti pensatori francesi della seconda metà del XX secolo. La sua vita è stata una grande avventura intellettuale, contrassegnata dalla frequentazione dei più grandi filosofi (Althusser, Derrida, Foucault, Heidegger, Sartre), intellettuali (Bataille, Jakobson, Lévi-Strauss) e artisti (Dalì, Masson, Picasso) del tempo.

La teoria psicoanalitica di Lacan ha affrontato e rinnovato l’antico problema della relazione tra mente e corpo, ancora oggi al centro del dibattito filosofico e scientifico. Nel XXI secolo l’attualità del suo pensiero si è imposta in misura crescente riflettendosi sulla clinica, la filosofia, l’estetica, la cinematografia e la politica.

Il testo di Palombi introduce il lettore all’affascinante mondo dello psicoanalista francese attraverso l’esame di alcune famose opere d’arte possedute o studiate da Lacan nei suoi scritti e nei suoi seminari. Così l’edipo freudiano, la fase dello specchio e la struttura del soggetto vengono spiegate attraverso le opere di Courbet e di Holbein. La contestualizzazione storica della vita di Lacan, la fortuna e gli influssi del suo pensiero, l’attualità delle sue teorie organizzano questo riuscito volume di una collana che ha riscosso successo di vendite e di critica.

Alle 18,45, poi, il secondo momento con la presentazione del catalogo della mostra "Tetralogia della polvere" (edizioni Interlinea), originale installazione ambientale realizzata del giovane artista Gian Maria Tosatti nel 2012, con l’obiettivo di restituire Casa Bossi alla città di Novara in maniera insolita. La mostra si può considerare il primo grande esperimento di occupazione complessiva dello spazio immaginifico della Casa; l’artista, nel proseguire con la sua originale ricerca, è stato insignito durante l’anno appena trascorso con importanti premi e riconoscimenti tra cui "Un'opera per il Castello" (Mibact e Soprintendenza di Napoli), il Talent Prize e la menzione d’onore della giuria del Premio Furla.

"Il vuoto primordiale dell’edificio (5000 metri quadri disposti su sette livelli) è al centro dell’indagine artistica di Gian Maria Tosatti - spiegava la nota di presentazione dell’evento espositivo - Come i libri lasciati accanto alle finestre Casa Bossi si è consumata nei suoi interni continuamente trafitti dalla luce fino a rimanere vuota, scarnificata. Sono spariti dapprima i corpi, poi gli arredi in legno a seguire quelli in metallo, restano solo pochissime tracce, nascoste negli angoli più bui, come i vecchi termosifoni in ghisa, staccati dai muri e quasi rifugiatisi al buio per non svanire, o come i mobili scheletrificati. L’intervento dunque si concentra nell’esaltare queste dinamiche della sparizione. Tetralogia della polvere è un grande disegno sul pavimento, realizzato da Tosatti rimuovendo dai fasci di luce che attraversano la casa gli strati di polvere accumulatisi negli anni di abbandono. La trama che emerge è un gioco di chiaroscuri fatti con la polvere che si dirada nei punti più illuminati e s’infittisce in molteplici gradazioni nelle zone d’ombra. Da questo ordito di base si sviluppano le quattro parti dell’intervento, ognuna delle quali segue il percorso di una delle quattro differenti scale dell’edificio. La scala nobiliare, quella della servitù, quella degli inquilini e poi quella di servizio sono accessi a mondi differenti fra loro, tutti però raccolti nell’unico involucro di pietra".

Intorno alle 19,15, poi sarà presentata Campagna Iscrizioni 2015, con successivo Buffet.

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