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Il Baluardo di Feria a Novara e Verrua Savoia: storia di un gemellaggio culturale

Cosa accomuna la città di Novara e la fortificazione di Verrua Savoia, ridente paese adagiato sulle colline del Monferrato? Il collegamento passa attraverso la storia delle fortificazioni, quei bastioni o baluardi che vengono eretti tra il XVI ed il XVII secolo nelle due località. E che, purtroppo, in entrambi i casi sono andati per lo più perduti, rimanendo visibili alcuni tratti, un torrione (a Verrua Savoia), e la toponomastica (a Novara) che ancora ne ricordano l’ambito bellico. Ho visitato la fortificazione di Verrua Savoia, accompagnati dal vice sindaco ed assessore alla Cultura Romina Valesio che ha fatto gli onori di casa, accanto ad Enrico Giacomasso che ha illustrato la storia della fortificazione: dai primi documenti che ne attestano un incastellamento già citato nel 999, alle fasi costruttive che portano il sito a diventare un baluardo di difesa verso la città di Torino, con gli ultimi splendidi ampliamenti che ne faranno un esempio di poliocertica unico per bellezza costruttiva nell’area sabauda. Ma un altro particolare lega i bastioni novaresi a Verrua Savoia: uno dei baluardi di difesa della città di Novara portava il nome di Bastione Feria. Posizionato all’angolo di quello che ora è Baluardo La Marmora, all’interno della ex Caserma Perrone, con la punta che guardava verso l’attuale Caserma provinciale dei carabinieri. Quasi tutti i Bastioni portavano nomi di Santi (San Luca, San Giuseppe, San Simone) o relativi al Borgo in cui si trovavano (e che peraltro erano stati abbattuti per consentire la loro costruzione (Bastione dei Cappuccini, Bastione di Santa Croce). Ma il nome di Bastione Feria stava a ricordare che Novara obbediva chiaramente al potere centrale di Milano, ai suoi governatori spagnoli (anche Novara aveva il suo Governatore). L’omaggio dei novaresi al governatore di Milano Gomez Suarez de Figueroa , duca di Feria (1587/1634) è evidente. Egli diviene prima ambasciatore a Roma, approdando poi a Milano nella prestigiosa veste di Governatore. Quando le truppe francesi invadono la Valtellina viene chiamato al comando della coalizione formata da Spagna, Parma, Modena, Genova, Toscana e Lucca contro l’esercito franco-piemontese di Carlo Emanuele I di Savoia. Le operazioni porteranno le truppe di Filippo IV Re di Spagna, a cui Novara apparteneva, ad attaccare nel 1625 la fortezza di Verrua. Al comando delle operazioni era proprio il Duca di Feria, che transitò dalla nostra città con 25mila soldati, 5mila cavalieri e 50 cannoni, presentandosi l’8 agosto del 1625 ai piedi dello sperone roccioso in riva al Po dominato dalla fortezza di Verrua. Ma la strenua difesa dei franco piemontesi e le opere di ingegneria militare, le nuove trincee, le possenti fortificazioni interne, permisero alla fortezza di resistere per settimane. Nella notte tra il 17 ed il 18 novembre le truppe spagnole abbandonarono l’assedio, il Duca malato e oppresso dalle avverse circostanze aveva lasciato nel frattempo il comando delle operazioni a Don Gonzales di Cordova. La carriera del duca di Feria si concluse con questa sconfitta ma cio’ non impedì ai novaresi, sudditi devoti di Spagna, di dedicargli un Baluardo difensivo della città. L’amministrazione comunale di Verrua Savoia invita i novaresi a visitare la fortezza ed il territorio. La fortezza viene mantenuta “viva” grazie al prezioso lavoro dei volontari della Fondazione Eugenio Piazza Verrua Savoia Celeberrima Onlus. Per garantire l’accesso è gradita prenotazione alla mail: fondazione.piazza@alice.it. https://www.fortezzadiverrua.it/

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