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Santa Messa a Lumellogno celebrata in ricordo dell’esilio di Re Umberto II

Si è svolta sabato 13 giugno, a Lumellogno, una ricorrenza particolare, il ricordo di un esilio, la partenza di Re Umberto II che lasciava il suolo italiano per sempre, il 13 giugno 1946. Una Santa Messa, molto suggestiva, a cui ha partecipato l’ass.ne Gruppo Savoia e con la presenza di alcune delegazioni dell’Istituto Nazionale per la Guardia D’onore alle Reali Tombe del Pantheon, fondato nel 1878 da un gruppo di ufficiali reduci dalle campagne risorgimentali. Il delegato per il Piemonte e Liguria del Gruppo Savoia, Marco Lovison, ha illustrato l’intento storico di tale rievocazione, “per non dimenticare, senza alcuna polemica politica, una parte della storia italiana che ha portato al percorso democratico a cui tutti ci onoriamo di appartenere”. Presenti alla cerimonia le delegazioni della Guardia d’Onore di Torino, Alessandria, Milano, Pavia, Novara, l’Ispettore per il Piemonte Comm. Renato Conzon. Hanno inoltre partecipato alla Santa Messa l’assessore alla Cultura del Comune di Confienza Umberto Arrisio, il rappresentante della Provincia di Novara Ivan De Grandis, il dott. Antonio Poggi Steffanina Presidente del Museo Aldo Rossini dì Novara. Celebranti il rito Mons. Gianluca Gonzino e Don Giampaolo Civillini, accanto a don Fabrizio Mancin parroco di Lumellogno. Il 9 maggio 1946, in seguito all'abdicazione del padre, gli venne conferito l’incarico di luogotenente del Regno e sedette sul trono per poco più di un mese, sino al 13 giugno 1946. Partì per l’esilio a Cascais in Portogallo dopo l’esito del referendum del 2 giugno 1946, in cui venne decretata, non senza molte polemiche, la fine della Monarchia. Il “Re di maggio” morì a Ginevra il 18 marzo 1983 e per sua espressa volontà venne donato dagli eredi al Museo Nazionale Romano anche il nucleo centrale delle 8.316 monete di Casa Savoia affinché la collezione di suo padre Vittorio Emanuele III tornasse ad essere completa. Umberto II venne a Novara in quattro occasioni: la prima volta il 15 maggio 1927 per l’inaugurazione del Monumento in memoria dei Caduti della Prima Guerra Mondiale sull’Allea e per visitare lo stabilimento De Agostini. Al termine di quest’ultima il Principe, tra selve di gagliardetti e cordoni di popolo, si recò con il proprio seguito al ricevimento offertogli nel lussuoso palazzo De Calboli in Via delle Orfanelle, sede della federazione provinciale Fascista. Per l’occasione le sale furono allestite con principesco sfarzo e ornate con piante, quadri, mobili, oggetti d’arte e arazzi di inestimabile valore, trasformando la dimora in un vero ambiente regale. Il pranzo, offerto dal Comune per soli trenta illustri invitati, venne organizzato e servito dal noto Pagagini del ristorante Menabrea e comprendeva il seguente menù: consumato in tazza; trota al vino bianco; sovrane di pollo; spumettine d’asparagi; timballo vanigliato; frutta in cestelli; caffè; vini: Fara 1869-1922, Bianco soave di Fara e Gran Spumanta Calissano di Alba. Tre anni più tardi, il 16 novembre 1930, tornò per l’inaugurazione del Broletto con la Galleria d’arte Moderna “Paolo e Adele Giannoni” ( il 19 marzo 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è stata restaurata e finalmente riaperta al pubblico dopo che era stata lasciata per alcuni decenni in degrado), dei quattro padiglioni nuovi dell’Ospedale Maggiore della Carità e del Cavalcavia di S. Agabio. La terza volte venne in città il 16 settembre 1937 in occasione realizzazione della nuova fontana luminosa posta sull’Allea. Infine il 7 agosto 1940 fece visita ai feriti della Seconda Guerra Mondiale. (notizie storiche Antonio Poggi Steffanina).

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