Coronavirus, al via i test sierologici per i dipendenti dell'ospedale di Novara

L'obiettivo è quello di vedere qual è il numero di operatori sanitari venuti in contatto con il virus

Foto di Andrea Marangon

Saranno eseguiti a partire da martedì 5 maggio i test sierologici all'azienda ospedaliero-universitaria di Novara per verificare la risposta anti-corpale nei confronti del virus Sars-Cov-2 dei propri operatori: la Regione Piemonte, fanno sapere dall'ospedale Maggiore, ha infatti promosso questo piano di screening con finalità epidemiologiche tramite l'effettuazione di un test semiquantitativo. L’obiettivo è quello di vedere qual è il numero di operatori sanitari venuti in contatto con il virus.

Inoltre, il Maggiore intende effettuare in contemporanea anche uno studio osservazionale, approvato dal Comitato etico, per la valutazione e la validazione di un’altra tipologia di test di carattere ‘qualitativo’, sempre rivolto ai dipendenti: verrà dunque effettuato un doppio screening. Il tutto è finalizzato oltre che allo studio epidemiologico, anche ad assicurare una maggior sicurezza a tutti gli operatori e quindi anche quella dei pazienti, così come richiesto dagli stessi dipendenti.

Coronavirus, al via i test sierologici sul personale sanitario piemontese

Tutti quanti lavorano a vario titolo per l’azienda ospedaliero-universitaria novarese (circa 3mila dipendenti), e che saranno disponibili, potranno effettuare il prelievo del sangue presso il proprio reparto oppure, secondo un calendario prestabilito, presso la tenda posizionata all’ingresso della sede centrale o ancora al Centro prelievi di viale Piazza d’Armi o di Galliate. Entrambi i laboratori di analisi dell’Aou verranno coinvolti: il test semiquantitativo verrà eseguito dal laboratorio di microbiologia, l’altro dal laboratorio di biochimica clinica; i risultati arriveranno in pochi giorni.

Dall’ospedale ricordano che il test non rileva la presenza del virus Sars-Cov-2 e quindi non influisce sulle misure preventive che devono comunque essere mantenute dagli operatori sanitari per evitare di ricevere o trasmettere il contagio: "L’analisi dei dati - ha spiegato il prof. Umberto Dianzani, direttore del Dipartmento interaziendale funzionale medicina dei laboratori e coordinatore dei laboratori regionali Covid - servirà a vedere quali reparti sono stati più esposti rispetto ad altri. Ma c’è anche una valenza futura: questa ricerca epidemiologica potrà aiutare a capire come organizzarci, quali reparti e quali categorie vanno protette maggiormente".

Il dott. Stefano Andreoni, direttore della Struttura di microbiologia e virologia del Maggiore che finora ha già analizzato oltre 15mila campioni da tampone, ha aggiunto: "L’analisi dei tamponi e quella sierologica viaggiano su due linee separate e dunque l’una non interferisce con il lavoro dell’altra. Del resto, l’esame sierologico lo eseguiamo quotidianamente da tempo per altre indagini e quindi siamo assolutamente
preparati".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mega incidente alle porte di Novara: scontro tra 7 auto, otto feriti

  • Coronavirus, primi due casi positivi nelle scuole di Novara

  • Elezioni comunali ad Arona, Monti è il nuovo sindaco

  • Novara, ragazzino cade dal muro dell'Allea e precipita per 7 metri

  • Esce da scuola e scompare: 11enne di Trecate ritrovata a Magenta

  • Casalbeltrame: sabato i funerali di Carlo e Veronica, i due fratelli morti in un incidente in moto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
NovaraToday è in caricamento