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Novara, all'educazione alimentare ci pensa l'Asl

L'azienda sanitaria locale novarese sottolinea il paradosso scaturito dalla maggiore disponibilità di cibo, l'aumento di malattie collegate all'obesità. Ecco allora il decalogo per mangiar sano. Con un'occhio anche all'ambiente

Non si tratta di aspetto fisico, non è una mera questione estetica. L’educazione alimentare riguarda, in primis, la salute degli esseri umani, ma anche dell’ambiente. Studi di rilevanza scientifica hanno ormai ampiamente dimostrato come e quanto la qualità della vita dipenda da una corretta nutrizione.

Ecco perché  l’Asl di Novara da tempo ha aggiunto, ai suoi servizi sul territorio, tramite il dipartimento Prevenzione  e il  SIAN - Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione un programma di Igiene alla nutrizione.

Sul sito è spiegata la ragione da cui nasce l’iniziativa, è infatti messo in rilievo come nel corso degli ultimi trent'anni si sia assistito ad un profondo cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani, determinato dallo sviluppo dell'economia e dai mutamenti sociali.  Si è così sviluppata la “tendenza a consumare con maggiore frequenza e in più larga misura quei generi alimentari un tempo considerati rari e pregiati”.

L’azienda sanitaria locale novarese sottolinea il paradosso scaturito dalla maggiore disponibilità di cibo: da una parte sono scomparse malattie legate a carenza di nutrienti, come le avitaminosi, ma dall’altra sono comparse patologie legate a eccesso di alimenti, come l'obesità, l'ipertensione, l'aterosclerosi, il diabete.

Anzi, le malattie collegate direttamente all’obesità sono, secondo i dati della Commissione europea, responsabili del 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione europea. E nonostante l'obesità sia stata riconosciuta essere il principale problema di salute pubblica da affrontare nel 21° secolo, nella stragrande maggioranza delle persone, però, queste disfunzioni possono essere evitate semplicemente con una corretta educazione al cibo e agire il prima possibile è il migliore investimento che si possa fare per il futuro.

L’ultima indagine di “Okkio alla Salute” del Ministero della salute e dell’istruzione rivela che rispetto al 2008, non si sono riscontrati, in Piemonte, cambiamenti degni di nota rispetto alla prima raccolta dei dati. E rimane, quindi, il problema dell’eccesso di peso nella popolazione infantile. Il confronto con i valori di riferimento internazionali evidenzia la gravità della situazione per la salute dei bambini di oggi e degli adulti di domani: 1 bambino su 5 è risultato sovrappeso e poco meno di 1 su 10 obeso.

Un’ampia letteratura scientifica conferma indiscutibilmente il rischio che il sovrappeso, e in misura sensibilmente maggiore l’obesità, già presenti in età pediatrica e adolescenziale persistano in età adulta.  Ecco allora la rilevanza del decalogo delle linee guida per una sana alimentazione, disponibile sul sito dell’Azienda sanitaria locale.

Il modello dietetico ideale ed efficace per prevenire e contrastare l'insorgenza di patologie correlate all'alimentazione dovrebbe prevedere una distribuzione equilibrata dei nutrienti (intendendo come nutrienti i carboidrati, cioè gli zuccheri, le proteine e i grassi) secondo le seguenti proporzioni: 55- 60 % di calorie da carboidrati, preferibilmente complessi, 25% da grassi (di cui la metà di origine vegetale), 10-15% da proteine.

Precise indicazioni su come alimentarci correttamente sono contenute nelle Linee guida per una sana alimentazione italiana, che hanno visto l'ultima revisione nel 2003, elaborate da un gruppo di esperti dei diversi aspetti della nutrizione per garantirci una buona condizione di salute alimentandoci correttamente. 

Una buona novella, però, arriva dai dati sui consumi  che dimostrano una sempre maggiore consapevolezza della diretta correlazione tra buone abitudini alimentari e salute. Stando infatti all’ultimo Rapporto Coop 2013 “Consumi & Distribuzione”, in un quadro generale che registra un forte crollo dei consumi, anche alimentari, gli alimenti ‘verdi’ sono invece in netta controtendenza. Ben il 45% dei consumatori dichiara di aver comprato prodotti a km zero e il biologico registra un fatturato in crescita addirittura del 17% 

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