Arona, Forza Nuova contro la chiusura dell’ospedale

"Meno banche più ospedali! Arona non mollare": è lo striscione esposto nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 novembre dai militanti forzanovisti per protestare contro la decisione della Regione di trasformare la struttura in Cap

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 novembre militanti forzanovisti hanno esposto uno striscione recante la dicitura "Meno banche più ospedali! Arona non mollare", per protestare contro la decisione della Regione Piemonte di chiudere la struttura ospedaliera cittadina trasformandola in un Cap (Centro Ambulatoriale Primario).

Questo è uno dei tanti effetti negativi della Spending Review, che impone drastici tagli nella sanità piemontese, che sarà oggetto di una forte riorganizzazione ospedaliera e porterà all'eliminazione di circa 850 posti letto in tre anni. Tutto questo per arginare lo spreco nella sanità, che ha portato i conti fuori controllo, e chi pagherà tutto questo spreco? Ovviamente i cittadini, e in questo caso i cittadini aronesi che si vedranno costretti a rivolgersi alle strutture limitrofe quali: Borgomanero, Verbania e Novara.

Il problema è che gli ospedali di Borgomanero e Verbania non sono grandi strutture, e gestiscono già grandi bacini d'utenza che con l'aggiunta di quello aronese rischiano un collasso con forti ripercussioni sui pazienti stessi, inoltre la zona aronese rimarrebbe senza una struttura di pronto soccorso, e visto le caratteristiche turistiche e del territorio e l'assenza di una base dell'elisoccorso a Novara si creerebbero inevitabilmente forti problematiche nel trasporto d'urgenza.

Forza Nuova è fermamente contraria ai tagli imposti sulla sanità, poiché vanno a colpire, ancora una volta, le fasce deboli della cittadinanza, costringendola a rivolgersi a strutture private e costose, mentre non intaccano minimamente quello che è il vero spreco, come gli oltre 6 milioni di euro per l'acquisto di un macchinario "il Ciclotrone", che con il suo funzionamento permetterebbe un risparmio di circa 460 mila euro l'anno, e invece giace da oltre 8 anni in uno scantinato alle Molinette di Torino.

Il risparmio deve avvenire eliminando la burocrazia, i rimborsi e gli inutili servilismi politici che hanno reso la Regione Piemonte un lento e costosissimo apparato burocratico in grado, solo, di offrire "poltrone di riserva" alla politica ufficiale.

 

 

Forza Nuova Novara

 

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