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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Da Napoli a Novara il passo è breve: la Triccheballache band si presenta

La cultura e la musica partenopea sbarcano a Novara grazie a Gennaro Jazz e la Triccheballacche band. Il risultato è uno spettacolo che coinvolge grandi, piccini e anche chi si avvicina un pò scettico

Abbiamo incontrato i Triccheballacche band alla fine di una delle tante serate del loro tour per lo spettacolo "Pensieri in un bagaglio". La cultura napoletana ha fatto tappa a Trecate, venerdì 16 marzo, presso il teatro "Silvio Pellico".  Uno spettacolo coinvolgente che riesce a portare la tradizione e il calore partonepeo anche nel novarese. E il riscontro del pubblico è ottimo.

La Triccheballacche band si propone al pubblico con uno spettacolo che offre pezzi nati dalla collaborazione con Gennero jazz e cover dei più grandi e conosciuti personaggi, artisti di ieri e di oggi, della tradizione partenopea. In questa occasione, emozionante è stato il ricordo a metà serata al grande cantautore Lucio Dalla, recentemente scomparso, che ha creato un clima emozionante in sala.

Come vi definireste, dopo gli ultimi spettacoli, gruppo musicale o compagnia teatrale o ancora gruppo multi-artistico?
Fondamentalmente siamo un gruppo musicale che teatralmente porge al pubblico lo stimolo di divertirsi e divertire. Siamo trasversali a etichette convenzionali come tutto ciò che è "partenopeo". Amiamo coinvolgere il pubblico durante lo spettacolo e dialogare, anche non solo in musica, con loro. Questa compartecipazione ci dà molta emozione e ci lascia a bocca aperta quando andiamo in posti notoriamente conosciuti come "freddini" caratterialmente.

Come è nato il vostro gruppo? Chi sono i componenti della band? Presentatevi al pubblico.
Il ceppo originale del gruppo è costituito da Alfio Calcagno, Sergio Barletta, Sara Sicignano e Alex Salerno. Altri elementi erano già un gruppo operante nel contesto musicale novarese ma poi, a settembre per un tourover di un elemento, subentra al basso Marco di Marco e si arriva all'attuale formazione che sale sul palco con :
Alfio Calcagno alle Tastiere -  Chitarra Classica - Cori
Sergio Barletta alla  Batteria e Percussioni - Cori
Alex Salerno  alla Chitarra Elettrica - Acustica -  Cori
Sara Sicignano - Voce Solista e Percussioni
Marco Di Marco al Basso Elettrico - Acustico - Cori
Gennaro Scognamiglio, conosciuto al pubblico come Gennaro Jazz in qualità di Voce Solista -Chitarra Elettrica - Acustica

Come è nata la collaborazione con Gennaro Jazz?
E' stato Gennaro a contattare il gruppo proponendoci il progetto "Napoli, terra d'amare", di fatto iniziato a marzo del 2011 che da subito ha coinvolto a tempo pieno il gruppo, che con una geniale intuizione di Alex , simapticamente chiamato dal gruppo "o capellone", da quel momento prenderà il nome di Triccheballacche band. Abbbiamo deciso di dare alla band il nome di un antico strumento musicale napoletano e questo ha portato davvero quel qualcosa in più al gruppo e anche un discreto consenso da parte del pubblico.

Parlateci di voi: chi siete, cosa fate nella vita. Musica e carriera possono coincidere?
Siamo persone comuni che svolgono i più disparati mestieri nella vita di tutti i giorni, accomunati, però da un grande amore per la musica e la cultura partenopea. Musicalmente amiamo definirci tutti "studenti-lavoratori", nel senso che per restare a livelli appropriati musicalmente dobbiamo continuare a studiare e provare tante ore in sala prove per riuscire ad ottenere quell'affiatamento e quell'amalgama nel sound che spero siamo riusciti a trasmettere con il nostro spettacolo. Più che la carriera sono i nostri familiari a farne le spese anche se, ad onor del vero, siamo molto fortunati ad avere vicino a noi persone fantastiche che condividono con noi oneri ed onori di ogni nostra esibizione.

Fate solo spettacoli nei teatri o anche nei locali? E di che genere, solo di musica partenopea?
Pur essendo il nostro uno spettacolo che dà il suo meglio a teatro, qualsiasi location può essere sfruttata adeguatamente ristrutturando lo spettacolo ad hoc. Certamente ci piace sottolineare che tutti i nostri spettacoli sono rigorosamente Live e rigorosamente "Made in Naples". La musica e la cultura partenopea la fanno davvero da padroni.

A quale bacino di utenza vi rivolgete? Credete che la vostra musica possa coinvolgere bimbi, adolescenti, adulti? Raccontateci chi vorreste fosse un vostro fan ideale...
Se chiedi ad un americano di cantare una canzone italiana nel 90% dei casi ascolterai "O Sole Mio" . La musica napoletana è l'essenza stessa della musica popolare italiana. Lo spettacolo è sicuramente fruibile da un target da 0 a 100 anni. Il nostro fan ideale deve essere una persona  che entra a teatro con il punto interrogativo impresso in mente e ne esce felice e sorridente cantando "funicoli funicolà".

"Pensieri in un bagaglio": da che cosa nasce l'idea di questo spettacolo? Che messaggio, se c'è, vorreste si trasmettesse?
Tutti noi portiamo dentro di noi un bagaglio carico di emozioni e di esperienze tra le più varie. Gennaro ha avuto il coraggio di aprire la sua valigia davanti a tutti e, con i suoi brani,  trasmettere al pubblico il suo vissuto trasformato in note e parole per far si che il fruitore possa confrontarli con le proprie, di esperienze, ed uscirne sicuramente arricchito.

Triccheballacche band

La vostra è, si può definire, a tutti gli effetti una tournèe (seppur nel novarese/lombardia). Quali sono le vostre prossime prossime tappe?
Il nostro spettacolo sta cercando di fare breccia in un contesto che deve metabolizzare quello che noi proponiamo. I positivi ritorni ci fanno ben sperare per il futuro. Per l'estate abbiamo inviato materiale nelle maggiori località turistiche del Piemonte e della Liguria, dalle quali speriamo di ottenere un parere favorevole. Stiamo continuando a lavorare in studio per il Cd di Gennaro e sul sito Triccheballacche.altervista.org  l'aggiornamento continuo delle date è disponibile per tutti i fan che volessero seguirci durante le nostre serate.

Come si può definire il pubblico novarese? Come recepisce gli spettacoli di cultura partenopea? E' partecipe?
L'ascoltatore novarese è molto critico e attento, ti da la chance di ascoltarti e tu devi cogliere quell'unica occasione per coinvolgerlo e convincerlo che innanzi tutto si sta fruendo di un prodotto di qualità. Poi, se riesci a farlo immedesimare nel contesto a cui noi facciamo riferimento viene travolto dallo tzunami gioioso che cerchiamo di trasmettere e si scioglie anche azzardando qualche performance personale in sala.

Gruppi/ compagnie teatrali: l'ambiente novarese è favorevole nel sostenervi, finanziarvi, per far sì che l'artista, l'arte, il gruppo emerga di fronte al pubblico?
Se ci rapportiamo al momento di crisi globale siamo fortunati ad avere ottimi rapporti con gestori e sponsor locali.  Abbiamoi "amici" che fanno il service o le videoriprese: c'è insomma molto che mettiamo di nostro. Abbiamo bussato a favore di associazioni umanitarie come nel caso del teatro Borsa, che ben ci hanno offerto il loro aiuto, ma il sostegno maggiore che noi cerchiamo è quello del pubblico: vedere il sorriso sul volto di chi ci ascolta, vederlo partecipe, salutarlo a fine esibizione e trovarlo senza voce perchè ha cantato per tutto lo spettacolo... non ha prezzo!

 

 

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