Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Novara dice no al terrorismo

In piazza Matteotti si sono radunate, in silenzio, più di trecento persone per ricordare Francesco Caldara, il novarese ucciso mercoledì nell'attentato di Tunisi

Un silenzio di pace e di raccoglimento. Così Novara ha voluto ricordare Francesco Caldara, il concittadino ucciso nell'attentato di mercoledì a Tunisi.

Nel giro di poche ore, solo grazie al passaparola, più di trecento persone, di tutte le razze, le religioni e le etnie si sono raccolte in una fiaccolata silenziosa, per dire "no" al terrorismo. Senza violenza, senza rabbia, ma solo con la voglia di riflettere su una morte che sembra assurda.

"Il numero di fiaccole parla da solo - ha detto il sindaco Andrea Ballarè - qui ci sono tanti amici di Francesco. Queste luci sono simbolo di pace, ma anche di determinazione, con la quale vogliamo difendere la libertà di espressione e, soprattutto di religione"

"Questo attentato mi ha offeso tre volte - ha raccontato Naoures Silini, tunisina, nata a Novara - in primo luogo mi ha offeso in quanto novarese: sapere che un mio concittadino è stato ucciso è terribile e mi fa pensare che al suo posto avrebbe potuto esserci chiunque.

In secondo luogo mi ha offeso come tunisina: la mia famiglia, che vive a Tunisi, ha paura anche solo ad uscire di casa.

Infine mi ha offeso come musulmana: questa violenza non ha niente a che fare con la religione. Il terrorismo vuole incutere paura a tutti, cristiani e musulmani,  indifferentemente: quello che possiamo fare per combatterlo è integrarci e unirci per uno scopo comune, che è la pace".

Per venerdì è stato proclamato il lutto cittadino: bandiere a mezz'asta e un minuto di raccoglimento, alle 12, in tutte le scuole e gli uffici cittadini.

Novara dice "NO" al terrorismo

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