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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Riciclaggio, sequestrati 6 milioni provenienti dal narcotraffico: coinvolto anche un trecatese

Le perquisizioni della guardia di finanza di Milano sono state effettuate anche in aziende e abitazioni del novarese

Ha coinvolto anche il novarese il sequestro di oltre 6 milioni di euro provenienti dal narcotraffico.

I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Milano, con il supporto del Servizio centrale investigazioni criminalità organizzata e l’ausilio di unità cinofile "cash-dog", hanno fermato 3 persone, perquisito diverse abitazioni e aziende tra Milano, Novara e Vicenza, e sottoposto a sequestro disponibilità finanziarie e denaro contante per oltre 6 milioni di euro.

Tra le varie perquisizioni svolte dai finanzieri due si sono svolte in provincia di Novara. Una a Trecate al domicilio di una delle tre persone fermate dove i militari non hanno trovato nulla come nella successiva perquisizione in un mobilificio di San Pietro Mosezzo dove apparentemente era impiegata una seconda persona delle tre fermate.

La complessa attività investigativa, supportata anche dalla Rete @ON finanziata dalla Commissione Ue, ha permesso alle fiamme gialle di individuare un gruppo familiare, con base a Cusago, nel milanese, formalmente impegnato nella conduzione di un mobilificio ma, di fatto, dedito al riciclaggio, tramite sistema "hawala", di ingenti somme di denaro proveniente principalmente dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti a Milano e nel nord Italia.

Il denaro, secondo la ricostruzione, veniva contato e confezionato nei sacchetti della spesa nella base operativa del sodalizio criminale, successivamente indivituata e perquisita dalle fiamme gialle, in un appartamento del milanese per poi essere trasferito ad una società di Vicenza del distretto orafo.
Gli hawaladars, riservandosi un margine di profitto dal 2% al 5% delle somme oggetto di riciclaggio, si sono dimostrati estremamente versatili nelle operazioni di prelievo e consegna del denaro contante, essendo inseriti in un più strutturato e ramificato network di corrieri utilizzato per diverse finalità illecite.

Le convergenze investigative con altre parallele indagini in corso hanno indotto l’autorità giudiziaria a formulare il quadro accusatorio in base a attività di riciclaggio, tanto da emettere un decreto di fermo nei confronti delle tre persone ed il contestuale sequestro preventivo d’urgenza. Ora le tre persone si trovano nella caserma della guardia di finanza del Nucleo di polizia economico finanziaria di Milano. 

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