Cronaca Lumellogno

Novara, a proposito di poliziotti di quartiere

Carlo Migliavacca, cittadino novarese, parla di sicurezza e commenta l'operato della polizia di stato novarese: "A Lumellogno di questi incensati Poliziotti di Quartiere non vediamo nemmeno l’ombra"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Prendo spunto dall’articolo pubblicato sui siti degli organi d’Informazione web novaresi e certamente ripreso da quelli in edizione cartacea per fare alcune considerazioni.

È fuor di dubbio che l’articolo sia un comunicato stampa emesso dalla Questura per informare del proficuo lavoro svolto dalla Polizia di Stato novarese; non c’è alcun dubbio sulla necessità e sull’efficacia del controllo del territorio delle Forze dell’Ordine.

Più di una volta è stata sottolineata la funzione e l’impegno dei "Poliziotti di Quartiere", quasi che si sentisse la necessità, da parte della Questura, di far sapere ai cittadini, e rassicurarli, della presenza attiva dei Poliziotti di Quartiere nella Città; sì, ho scritto Città e non Comune di Novara, che è diverso!

Questa diversità consiste nel fatto che il territorio cittadino, come scritto nell’articolo, si limita alla Città, mentre il territorio comunale è comprensivo anche delle zone periferiche e soprattutto staccate dalla stessa come Lumellogno, Olengo, Casalgiate, etc., etc..

Certo, lo dico in tono polemico perché, per quanto mi riguarda, essendo residente nella borgata di Lumellogno, che definisco sempre "fuori le mura", di questi incensati Poliziotti di Quartiere non vediamo nemmeno l’ombra, così come non vediamo l’ombra della Polizia municipale, tanto per essere estremamente chiari.

Da molti anni, almeno quaranta, il mio impegno civico (chiamatele pure polemiche se vi aggrada) intende far capire a chi di dovere che anche il mio paese ha diritto di poter usufruire dei servizi elargiti alla Città. Ogni tanto, questo fino a quando ci sono stati i Consigli di Circoscrizione, veniva assegnato il Vigile di Quartiere, ma con orari (scarsi) e giorni (pochi) insufficienti. Ora, dal 2011, che detti Consigli sono stati aboliti, è venuto a mancare pure la figura del Vigile, che noi definiamo ancora "Campagnòn".

Chi da anni segue quanto scrivo sa che questa è una delle mie "battaglie" e sa pure che non la smetterò mai, perché parto sempre dal presupposto che i cittadini abbiano dei doveri da assolvere, ma avranno pure qualche diritto da pretendere.

Come sempre è accaduto, anche questa volta verrò tacciato di "provincialismo" per aver messo il dito nella piaga e aver voluto sottolineare una "mancanza endemica" degli Organi preposti.

Sia ben chiaro che non si pretende la militarizzazione del territorio, ma ritengo giusto e sacrosanto che i cittadini residenti abbiano la certezza di non sentirsi abbandonati. E non si venga a dire che Lumellogno è una zona tranquilla, perché così non è; può valere solo come giustificativo per non ammettere di trascurare questo angolo di territorio novarese "fuori le mura".

Lo sottolineo: senza nulla togliere alle Forze dell’Ordine, ma vorrei che questa innovativa figura operativa, il Poliziotto di Quartiere appunto, possa fornire una presenza rassicurante e più vicina anche ai cittadini di Lumellogno e di tutte le zone periferiche cittadine. Basta solo organizzarsi, ma sono certo che si arriverà alla solita giustificazione "per mancanza di uomini, mezzi e disponibilità finanziarie".

Carlo Migliavacca

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