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Cronaca

Ospedale Maggiore: Mario Minola interviene sui "reparti doppioni"

Dopo il Consiglio comunale di Novara, che si è svolto lunedì 27 febbraio, durante il quale si è discusso anche della Riforma sanitaria regionale, prende la parola il commissario dell'azienda ospedaliero-universitaria della città

Durante il Consiglio comunale di lunedì 27 febbraio a Novara, Giunta e minoranza si sono trovate a discutere anche di sanità e della Riforma regionale in atto, che prevede la riorganizzazione del sistema sanitario, e che di conseguenza riguarda anche l'ospedale Maggiore di Novara.

In merito a questo, è intervenuto il commissario dell'azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità Mario Minola, precisando alcune questioni relative ai reparti del nosocomio di corso Mazzini.

"Siamo venuti a conoscenza - ha commentato Mario Minola - attraverso le cronache giornalistiche, del dibattito tenutosi nel Consiglio comunale di Novara di lunedì su un tema che tocca direttamente il Maggiore, ovvero quello dei 'reparti doppione', come sono stati definiti. Con queste note, vogliamo dare il nostro contributo alla discussione. La riforma sanitaria in itinere definisce come hub il ruolo dell’ospedale di Novara, il che presuppone che il Maggiore sappia offrire la massima qualità e sappia rispondere a tutte le esigenze dei cittadini".

"In quest’ottica - ha aggiunto Minola - abbiamo così provveduto a razionalizzare l’organizzazione dell’azienda, andando a 'specializzare' una parte dei cosìddetti 'reparti doppione'. Così, una struttura complessa di chirurgia generale è stata riconvertita in due strutture semplici a valenza dipartimentale, una di chirurgia generale e d’urgenza e l’altra in chirurgia senologica. Una razionalizzazione tanto più necessaria se si tiene conto che nella sola provincia di Novara sono presenti ben sei strutture accreditate di chirurgia generale. Riconvertendone una delle nostre, abbiamo dato una risposta specialistica e diversificata alle esigenze della popolazione sia per la chirurgia senologica, unica nell’ambito della AFS2, sia per quanto attiene alla chirurgia d’urgenza".

"Lo stesso - ha sottolineato il commissario - dicasi per quel che riguarda le due strutture complesse di ostetricia e ginecologia: si provvederà a riconvertire quella a direzione ospedaliera focalizzandone l’attività sui problemi connessi alla procreazione medicalmente assistita, garantendo così una risposta qualitativa ai fabbisogni emergenti del quadrante del Piemonte Nord Orientale, fabbisogni che, sino a oggi, trovavano principalmente risposta al di fuori dei confini regionali".

"Nessun intervento - ha concluso Minola - è invece previsto per quanto attiene i rimanenti 'reparti doppi', ovvero medicina e cardiologia, che al loro interno presentano già delle differenti caratterizzazioni delle loro attività la cui interazione rappresenta una risposta sinergica ai fabbisogni della popolazione".

 

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