Novara, 3 marzo: sciopero nazionale del personale della scuola

Il 3 marzo anche a Novara il personale della scuola di ogni ordine e grado incrocerà le braccia. A indire lo sciopero è stata la Gilda, a poche settimane dalla dichiarazione dello stato d´agitazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

La Federazione Gilda Unams si presenta all' importante appuntamento delle elezioni Rsu con grande serenità e con la certezza che verrà sancito un aumento della propria rappresentatività, anche come gratificazione dell'impegno in provincia.

Nel 2006, il sindacato contava 38mila iscritti e adesso, secondo i dati rilevati dal ministero dell´Economia nel dicembre scorso, la Fgu ha raggiunto quota 50mila, pari a un incremento del 31%.

Le nostre liste Rsu a Novara sono anche in numero lievemente superiore rispetto alle tornata elettorale precedente quindi ci sono tutte le condizioni oggettive per un aumento della rappresentatività nazionale del nostro sindacato in un momento storicamente difficile per la scuola che, a causa dei tagli, ha perso ben 150mila dipendenti.

La nostra campagna Rsu si chiude con lo sciopero nazionale di tutto il personale della scuola di ogni ordine e grado il prossimo 3 marzo.

Ad indirlo è stata la Gilda, a poche settimane dalla dichiarazione dello stato d´agitazione.

Dalla corresponsione degli scatti d´anzianità maturati alle modifiche della riforma pensionistica, calibrate sulle peculiarità della categoria insegnanti, sono tante le richieste che da tempo il sindacato ha avanzato al governo senza alcun riscontro.

La giornata di sciopero è finalizzata anche a ottenere norme concrete per la stabilizzazione del precariato e la garanzia degli organici, oltre a modifiche alla riforma Brunetta che, allo stato attuale, non tiene conto né della libertà d´insegnamento né dei diritti sindacali nelle scuole.

L´ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata, senza dubbio, la bocciatura al Senato, in commissione Affari costituzionali, dell´emendamento che dava la possibilità ai docenti che matureranno i requisiti per la pensione entro il 31 agosto prossimo, di lasciare il lavoro con le vecchie regole. Uno stop che suona ancora una volta come un segnale di scarsa conoscenza di un comparto come il nostro che lavora sull´anno scolastico e non solare. Una prova di cecità che si ripercuoterà sul futuro pensionistico di migliaia di docenti.

 

Laura Razzano

Coordinatrice provinciale Federazione Gilda UNAMS Novara

Torna su
NovaraToday è in caricamento