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Lavoro, migliora il tasso di occupazione in Piemonte

Secondo le stime Istat, il tasso di occupazione sale al 64,9%, riportandosi sui livelli pre-crisi, mentre quello di disoccupazione scende all'8,5%, il valore più basso degli ultimi 5 anni

Migliora la situazione del mercato del lavoro in Piemonte: le stime rese note dall’Istat sull’andamento dell’occupazione nel terzo trimestre 2016 confermano infatti la tendenza positiva registrata nel primo semestre dell’anno.

Tra luglio e settembre si assiste ad un aumento dell’occupazione di 20mila unità, cui corrisponde una flessione del numero di persone in cerca di lavoro di 15mila unità. Il tasso di occupazione, di conseguenza, sale al 64,9%, riportandosi in sostanza sui livelli pre-crisi, mentre quello di disoccupazione scende all’8,5%, il valore più basso degli ultimi 5 anni, ancora lontano però dal dato oscillante fra il 4 e il 5% del periodo tra il 2004 e il 2008.

"La situazione che emerge dalla rilevazione Istat - ha commentato l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero - appare in gran parte positiva, anche se permangono elementi di preoccupazione. Restano infatti alti e ancora ben lontani dai numeri pre-crisi, i livelli di disoccupazione che risultano l'eredità più pesante e lunga da smaltire della recessione. Ci aspettiamo che risposte positive arrivino dalle nuove misure di politica attiva del lavoro che la Regione sta per mettere in campo, sostenendo il processo di ricollocazione dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo, in particolare di quelli che hanno maggiore difficoltà a trovare una nuova occupazione".

L’assessore rileva anche che "è ovvio che le politiche del lavoro presentano dei limiti oggettivi, in primo luogo per la limitatezza delle risorse finanziarie disponibili rispetto alla portata dei compiti richiesti, ma anche perché il loro successo è legato alle condizioni generali di mercato e alla capacità di sviluppo espressa dal sistema delle imprese. Tuttavia, i dati dei primi nove mesi dell’anno ci consegnano alcuni segnali positivi, di risveglio dell’economia e dell’occupazione, che sono certamente incoraggianti. Da qui occorre ripartire, le capacità e le risorse non mancano di certo alle imprese piemontesi".

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