Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Le nuove filiere territoriali dell'agrifood per la crescita del distretto turistico del Lago Maggiore

Istituzioni, grandi gruppi privati, banche e finanza fanno sistema per affiancare le imprese agro-industriali attraverso un nuovo modello di produzione e distribuzione

Il Lago Maggiore - Foto di repertorio

Multicanalità, sostenibilità e territorialità sono le nuove parole d’ordine per rendere vincente la filiera dell’agrifood del nostro Paese. E’ quanto emerso lunedì 29 marzo dal confronto fra le più autorevoli realtà italiane impegnate in questo settore che ha visto riuniti al tavolo virtuale organizzato da Be Local i protagonisti delle migliori pratiche attualmente in atto: Georges Mikhael - promotore di Be Local e presidente Sum, Federico Vecchioni - Ad del Gruppo Bf Spa, Sergio Fassi - manager destination gusto Gruppo Intesa San Paolo, Luca Manzoni - responsabile corporate Banco Bpm, Gianluca Lelli - capo area Azione Economica Coldiretti e Ad di Cai (Consorzi Agrari Italiani), Nikas Bergaglio - Ad Piedmont Delights testimonial Gorgonzola Palzola. Dal lato istituzionale sono intervenuti Fabio Carosso - vice presidente Regione Piemonte, il senatore Mauro Maria Marino - Commissione Finanza al Senato e l’On. Alberto Gusmeroli - deputato Lega Nord.

Lo spunto per il confronto sono state le modalità con cui supportare due eccellenze piemontesi e lombarde legate alle filiere del Gorgonzola e del riso attraverso un modello - Be Local lanciato da Georges Mikhael, presidente della torinese Sum (Servizi ultimo miglio) su cui stanno convergendo gli interessi di tutti gli attori della filiera: istituzioni, produttori, grandi gruppi imprenditoriali, banche, finanza. Un modello che ribalta completamente la visione degli operatori globali e-commerce "anyting everywere", cioè qualsiasi cosa ovunque, per concentrarsi sui prodotti del territorio, anche di quelli minori, ed esportarli su vasta scala, per diventare davvero globali.

"Parte da qui - dice Mikhael - l’idea di ampliare la filiera virtuosa anche a monte cioè alla progettazione dell’impresa, al tutoring
e supporto economico all’imprenditore, al suo modo di produrre ed interagire con il territorio". Lo sostiene Nikas Bargaglio, Ad di Piedmont Delights che ha puntato molto sul lancio e la valorizzazione del Gorgonzola Palzola, "il nostro modello di e-commerce è vincente perchè basato sulla costruzione di un vero rapporto con i produttori. Creiamo insieme l'identità del prodotto, il suo racconto, la sua immagine. Solo dopo lo mettiamo sulla piattaforma. E' l'unico modo affermare la diversità e far emergere con successo le piccole eccellenze del Made in Italy nel mondo".

Un modello che ben si sposa con le finalità di tutti gli attori presenti. Per Fabio Carosso, vice presidente della Regione Piemonte, "l’importanza dell’e-commerce per il rilancio dell’economia locale sostenibile è divenuta un elemento importante nelle politiche della Regione. Soprattutto perché le Pmi vanno sostenute nell’affrontare una duplice criticità. Da un lato la possibilità di accedere alle reti e piattaforme che supportino in modo adeguato le imprese che non hanno le risorse o le dimensioni per stare da sole sul web. Ma soprattutto bisogna evitare il rischio concreto che esse rimangano schiacciate dal meccanismo per cui i grandi colossi monopolizzano la rete mentre le piccole realtà non risultano attrattive per le piattaforme di e-commerce. Questo inoltre fa si che il
business creato non sia riversato in modo adeguato sul territorio. Ben vengano quindi modelli come Be Local che sono stati pensati per superare questo duplice gap dando valore invece alle filiere territoriali".

Gli fa eco Gianluca Lelli, capo area Azione Economica Coldiretti e Ad di Cai (Consorzi Agrari Italiani), secondo cui "la territorialità è centrale per un’economia veramente sostenibile. Perché se per tutti è chiara la necessità di quella sociale e ambientale, dal punto di vista economico la sostenibilità si lega fortemente al binomio innovazione e competitività. Le reti e le filiere servono a questo, cioè a trasformare il vero valore aggiunto dell’agricoltura italiana - rappresentato dalla specificità e dall’eccellenza dei singoli territori - in un asset vincente sul mercato nazionale ed internazionale. Noi come Cai, Consorzi Agrari d’Italia, siamo nati per questo, per garantire una infrastruttura sociale ed economica di riferimento ai produttori e per proteggere e sostenere la crescita di tutta la filiera agricola. Un network che, grazie alla capillarità ed alradicamento territoriale dei Consorzi italiani, non solo consente alle aziende di accedere meglio al mercato della produzione, distribuzione e contrattazione, ma soprattutto fa in modo di collocare i prodotti di queste imprese nel mondo. Le partnership con Bonifiche Ferraresi o Destination Gusto del Gruppo Intesa Sanpaolo che abbiamo presentato vanno proprio in questa direzione".

Interessanti anche le sinergie attivate in tal senso tra produttori ed il sistema banca e finanza. Le filiere sono anche importanti per sostenere il pubblico nei progetti di promozione internazionale. Lo dice Alberto Gusmeroli, deputato Lega Nord ed ex sindaco di Arona: "La filiera del food non solo è uno strumento indispensabile per le crescita delle Pmi locali ma anche una potente leva di marketing territoriale. Per questo motivo è interessante il progetto Be Local il cui obiettivo è proprio quello di creare intorno alle eccellenze piemontesi, e più in generale italiane, un sistema capace di supportare gli imprenditori in tutte le fasi del loro sviluppo: dalla costruzione del prodotto, alla sua sostenibilità economica siano alla promozione e distribuzione nel mondo. Far conoscere le eccellenze vuol dire far conoscere il territorio. E qui si salda il binomio eccellenza e resilienza. Saper costruire bene in questo periodo significa gettare le basi per una ripartenza forte del turismo dei borghi. Vuol dire investire in progetti come quello di Arona Lake Shopping, centro Commerciale a cielo aperto, ma anche investendo in opere pubbliche per riqualificare i borghi e le piccole e medie città, come ad Arona dove il pubblico ha investito 20 milioni di euro in soli cinque anni, unendo alla bellezza e riqualificazione dei luoghi, le eccellenze che determineranno insieme sempre più la crescita turistica e il rilancio dell’economia italiana".

"Il nuovo modello Be Local - sottolinea Georges Mikhael - sopratutto in periodo di Covid-19 ben si adatta a supportare la crescita del distretto turistico del Lago Maggiore, terra con confini aperti che interagisce con il Mediterraneo attraverso il Piemonte e la Lombardia e con l’ Europa attraverso la Svizzera. Questo perché è un modello pensato per attirare gli investimenti verso il territorio e creare valore per le piccole realtà imprenditoriali locali, ora emarginate, a tutto vantaggio dell’economia locale e del consumatore finale al livello globale".

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