Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Migliorano le prospettive per l’industria novarese, ma per Confindustria "ripresa messa a rischio dai costi delle materie prime e dai ritardi nei vaccini"

Secondo le previsioni congiunturali di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, in provincia di Novara previsioni positive per produzione, investimenti e ordini totali, ma senza il fondamentale supporto dell'export

Migliorano le prospettive per l’industria delle province di Novara e di Vercelli. Secondo le previsioni congiunturali di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per il trimestre aprile-giugno 2021, il saldo tra la percentuale degli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quella di coloro che sono pessimisti sull’incremento della produzione registra crescite importanti in entrambi i territori, posizionandosi a 17,5 punti nel novarese (rispetto ai precedenti 2,6) e a 2,2 punti in provincia di Vercelli (rispetto ai precedenti -20,4), con una media regionale che risale a 7,3 punti a fronte dei -10,5 del primo trimestre dell’anno. Lo stesso trend è seguito dal saldo ottimisti/pessimisti riferito alle attese di nuovi ordini totali, a 12,7 punti nel novarese (rispetto ai precedenti 1,7) e a 7,8 nel vercellese (rispetto ai precedenti -23,7). Migliora anche l’indicatore piemontese, a 5,8 punti rispetto ai -12,2 dello scorso trimestre. 

"Il dato che ancora non registra una vera inversione di tendenza - osserva il presidente di Cnvv Gianni Filippa - è quello relativo alle attese di esportazioni, i cui saldi ottimisti/pessimisti rimangono su valori troppo bassi per poter dare respiro a una fase di ripartenza che speriamo vicina: se in provincia di Novara si attestano a 1,9 punti rispetto ai precedenti 3, nell’area vercellese l’indicatore, pur in crescita, è ancora negativo, a -5,7 punti rispetto ai precedenti -14,7, in linea con quello regionale che passa da -10,6 a -3,2. Se è quindi importante che la produzione nel vercellese sia ritornata in positivo dopo oltre un anno e mezzo, riallineandosi alla media del Piemonte, gli effetti della crisi pandemica rischiano di impattare pesantemente sulle esportazioni, che sono fondamentali per molti settori nelle nostre province". 

"La ripresa - aggiunge Filippa - rischia di essere frenata anche dal forte aumento dei costi delle materie prime, che penalizza notevolmente un Paese trasformatore come il nostro, mentre un ulteriore gap rispetto ai nostri competitor è determinato dalla presenza di tasse del tutto inopportune, come quella sulla plastica che impatta in modo incalcolabile sulla componentistica. I ritardi nella campagna vaccinale, infine, rischiano di compromettere il possibile recupero del settore turistico e della sua filiera. Le nostre aziende sono pronte per contribuire concretamente alla messa in sicurezza dei lavoratori e della popolazione, ma mancano ancora i protocolli e, come è noto, i vaccini. Bisogna smetterla con le parole e passare ai fatti". 

I dati sul mercato del lavoro registrano performance migliori rispetto alla media regionale, con il saldo ottimisti/pessimisti relativo alle aspettative di nuova occupazione che passa da -0,9 a 8,7 punti in provincia di Novara e da -6,5 a 10 in provincia di Vercelli (a fronte della crescita da -1,7 a 5,6 punti in Piemonte), mentre l’indicatore sull’intenzione di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni prosegue il calo, attestandosi al 16% per Novara, al 28,7% per Vercelli e al 25,7% per il Piemonte. 

"Da sottolineare - aggiunge il direttore di Cnvv Carlo Mezzano - è anche l’ulteriore incremento, rispetto alla precedente rilevazione, della percentuale di investimenti significativi programmati in entrambe le province: dal 25,2% al 29,6% in quella di Novara e dal 16,7% al 25,6% in quella di Vercelli, con un aumento dal 19,8% al 24,3% a livello regionale. In lieve contrazione, ma sempre su livelli elevati, sono invece le intenzioni di investimenti sostitutivi, dichiarate dal 46,4% delle imprese novaresi, rispetto al 56,5% del trimestre precedente, e dal 40%, rispetto al 53,3%, di quelle vercellesi, a fronte di una media piemontese che cala dal 49,5% al 46,7%. Rimane su livelli elevati anche il tasso di utilizzo degli impianti: sostanzialmente stabile (all’81,7%) nel territorio novarese e in crescita, dall’89,2% al 92,2%, in quello vercellese, con una media regionale intorno al 72,8%. Si attesta su buoni livelli, infine, la percentuale di aziende che denuncia ritardi negli incassi: stabile al 22% nel novarese e in miglioramento dal 23,9% al 16,9% nel vercellese e dal 32% al 28% a livello regionale". 

I dati relativi ai principali settori produttivi, elaborati in forma aggregata e con media ponderata sulle due province, segnalano un saldo ottimisti/pessimisti relativo alle attese di produzione in forte ripresa nel metalmeccanico e nella rubinetteria-valvolame. Questa inversione di tendenza, che riporta l’indicatore in territorio fortemente positivo dopo quasi due anni, dovrà però essere confermata dalle prossime rilevazioni, essendo supportata principalmente dalla ripresa degli ordini totali. Aspettative di produzione positive si registrano anche nel chimico e nel tessile-abbigliamento, mentre il saldo ottimisti/pessimisti è a zero nel comparto alimentare. 

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