Diana e D'Intino abbandonano il Partito Democratico

Dopo la scelta di uscire dal Gruppo del Pd in Consiglio, i due consiglieri formalizzano la rottura con la maggioranza e il partito, che accusano di essere ormai "neocentrista"

Dopo la scelta di uscire dal Gruppo del Pd in Consiglio, Biagio Diana e Roberto D'Intino lasciano anche il Partito Democratico, spiegando le loro ragioni in una lettera aperta che lancia accuse pesanti nei confronti del partito e della maggioranza in Consiglio comunale.

Una decisione, la loro, "convinta e imposta dalla consapevolezza - si legge nella nota diffusa dai due consiglieri - che questo soggetto politico, di cui entrambi fondatori, è  ormai estraneo a quel concetto di centrosinistra come fu concepito dai valori e azione politica praticati dai soggetti che formarono l’Ulivo. Pensiamo che l’abbandono di tanti compagni e amici, messo in evidenza dallo svuotamento dei circoli ed il calo straordinario degli iscritti, sia essenzialmente legato alle ragioni che denunciamo ma soprattutto alla deriva determinata dalle scelte autoritarie e coercitive perpetrate a tutti i livelli nel partito e nell'azione di Governo sempre più di stampo neocentrista".

"Stessa prassi, in modo ancora più marcato, avviene nel nostro territorio - proseguono Diana e D'Intino -. Il sistema di governo della città di Novara, attraverso l’emulazione degli atteggiamenti e la ricerca di alleanze del capo di Governo e segretario del Partito Democratico da parte del sindaco con l’annunciata presa in carico di Antonio Pedrazzoli, lo definiamo indirizzato unicamente alla promozione di posizioni personali e all’abbandono delle esigenze vere della comunità più sofferente".

I due consiglieri nelle scorse settimane avevano già annunciato la costituzione, insieme ad Alfredo Reali, del nuovo gruppo consigliare "La Città in comune", che porta il nome della lista civica che candida l'avvocato Luigi Rodini alle prossime elezioni comunali, dichiarando così ancora una volta di non voler sostenere la ricandidatura del sindaco Andrea Ballarè.

Secondo Diana e D'Intino, le ultime scelte dell'amministrazione Ballarè sono "caratterizzate unicamente dalla promozione di presunti cambiamenti epocali della nostra città in sfregio alla realtà vera che invece denuncia disagi sempre maggiori per la cittadinanza; le riteniamo frutto di quella politica insensibile e contraria al concetto di servizio per i cittadini capace solo di determinare occasioni positive per pochi e disagi sempre maggiori per molti. La necessità di promesse per creare illusioni alla parte più debole della comunità votante sono rappresentate dell'ultima suggestione riguardante l’arrivo di Amazon sul nostro territorio e i relativi 1000 posti di lavoro per i nostri disoccupati. La riteniamo, nella sua assoluta infondatezza, crudele e finalizzata solo al consenso elettorale. Il Partito Democratico novarese, nonostante le nostre ripetute interpellanze e allarmi, non ha dimostrato la necessaria autorevolezza per impedire definitivamente che questo piano venga portato avanti come in principio sottolineato dallo stesso nei programmi di governo della città".

"La trasformazione di un soggetto politico, che tante speranze aveva rappresentato - concludono i due consiglieri - in un comitato capace solo di fagocitare buone istanze e allarmati pareri per governare solo la gestione del potere, lo riteniamo luogo non più adatto alla pratica dei nostri principi".

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