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Domenica, 29 Maggio 2022
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Inverno senza pioggia in Piemonte: secondo Arpa è stato il più caldo e secco degli ultimi anni

Si è concluso l'inverno meteorologico, che in Piemonte è stata una stagione anomala: calda, secca e con numerosi episodi di foehn

E' stato un inverno anomalo, tra i più caldi e secchi degli ultimi anni, quello di quest'anno in Piemonte.

Lo riporta un'analisi di Arpa sulla situazione idrica della regione a fine febbraio. Il 28 febbraio è infatti finito l'inverno meteorologico, e secondo Arpa Piemonte "è stato uno degli inverni più anomali mai osservati a sud delle Alpi: una stagione calda, secca e con numerosi episodi di foehn che, dalle Alpi, si è spesso spinto fino alle pianure del nord Italia".

"La spiegazione meteorologica di questa anomalia - precisano da Arpa - va ricercata nella presenza, quasi ininterrotta durante gli ultimi tre mesi, di un blocco di alta pressione sulle isole Britanniche il quale, di fatto, ha impedito alle umide perturbazioni atlantiche di muovere verso Europa meridionale ed in particolare sull’Italia settentrionale. In questa specifica configurazione sinottica le umide perturbazioni atlantiche sono transitate o alle alte latitudini oppure, occasionalmente, alle basse latitudini come la nevicata eccezionale che ha imbiancato il deserto del Sahara il 20 gennaio, oppure più recentemente le nostre regioni meridionali".

"Da un punto di vista meteorologico - sottolineano da Arpa - non è strano osservare inverni secchi quando, come quest’anno, l’indice che rappresenta la Nao, ovvero l’oscillazione ciclica della differenza di pressione al livello del mare tra l'Islanda e le Azzorre è positivo; quello che è decisamente anomalo è osservare contemporaneamente un inverno molto secco e molto caldo. L’inverno 2021-2022 è infatti sul Piemonte sia il 3° più caldo degli ultimi 65 anni, con una anomalia positiva di temperatura media di +1.8°C , sia il 3° più secco, con un deficit percentuale medio di circa il 70% rispetto alla norma climatica 1991-2020".

Secondo Arpa, gli inverni 1981 e 2000 sono stati più secchi di quello appena trascorso e gli inverni 2020 e 2007 sono stati più caldi: "ma la combinazione di entrambi i fattori è caratterizzante dell’inverno 2022 con soltanto l’inverno 2019 che si avvicina, anche se la magnitudine delle anomale fu decisamente minore. A causa di questo particolare scenario meteo-climatico, non si sono osservate precipitazioni significative (ovvero superiori a 5 mm giornalieri di media regionale) sul Piemonte dall’8 dicembre scorso, per un totale ad oggi di 85 giorni consecutivi senza pioggia".

Non si tratta di un record assoluto in quanto la regione ha visto periodi secchi ben più prolungati, "tuttavia - precisano da Arpa - è il 5° periodo secco più lungo registrato in Piemonte negli ultimi 65 anni".

E anche se in Piemonte l’inverno è la stagione meno generosa in termini di precipitazioni, "da inizio 2022 - si legge nel report di Arpa - manca all’appello già l’85% medio delle piogge e nevicate attese in questa stagione. Se si escludono le zone Alpine di confine dove sui versanti settentrionali hanno depositato qualche nevicata i vari episodi di stau che si sono succeduti durante l’inverno 2022 e le zone appenniniche meridionali, sulla gran parte del Piemonte ed in particolare sulle pianure e sulle zone collinari il deficit pluviometrico invernale è stabile attorno all’ 85%. Questo periodo prolungato di scarsità di precipitazioni incide fortemente sull’indice di anomalia della precipitazione a 3 mesi (Spi 3 mesi) che mostra come la maggior parte dei bacini della regione si trovino in condizioni di siccità estrema e gli altri di siccità severa".

In questo contesto continua quindi a risultare sempre più delicata la situazione meteorologica che si prospetta per le prossime settimane, con le previsioni a medio termine che continuano a mostrare poche precipitazioni significative sulla regione fino a metà del mese di marzo: "uno scenario - commentano da Arpa - che porterebbe a peggiorare ulteriormente le condizioni attuali di siccità mentre si entra nella stagione primaverile climaticamente serbatoio delle piogge in Piemonte assieme all’autunno e anche stagione chiave per le attività seminative".

Per quanto riguarda il manto nevoso presente sul territorio regionale, inoltre, anche questo denota una situazione deficitaria. Le scarse nevicate di febbraio e il protrarsi di condizioni con temperature superiori alla norma, hanno ridotto progressivamente lo spessore del manto nevoso che si presenta, su tutti i settori alpini della regione, al di sotto della norma con un deficit superiore al 50%.

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