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Osterie d'Italia 2022: Piemonte da podio nella guida edita da Slow Food

Quindici osterie insignite della Chiocciola, due di queste sono in Alto Piemonte

Presentata in anteprima al Piccolo Teatro Strehler di Milano a una platea riunita di osti e, per la prima volta al pubblico, in uno speciale appuntamento sul Palco di Eataly Milano Smeraldo, la nuova edizione di Osterie d’Italia sarà disponibile dal 27 ottobre in tutte le librerie e sul sito di Slow Food Editore. Il Piemonte si conferma una realtà attenta alla qualità dell'enogastronomia, capace anche di generare flussi turistici, in special modo tra i millenial. Con le sue 136 si colloca infatti sul podio tra le regioni che contano più osterie rappresentate, dopo la Campania (177) e la Toscana (145).

Sono due le attività ristorative segnalate da Slow Food in Alto Piemonte: Impero (a Sizzano) per il novarese e Paolino a rappresentare Vercelli. Anche il Premio per la Miglior Carta dei Vini è stato consegnato a un'osteria piemontese, Consorzio (Torino ).


“L’ottimo risultato delle osterie, anche quando messe a confronto con altre realtà del settore ristorativo, è un diretto riflesso della struttura delle stesse - commenta uno dei due curatori della Guida, Eugenio Signoroni - la maggior parte, infatti, è gestito a livello familiare o amicale, il che ha permesso una flessibilità e un adattamento notevole durante periodi di grande cambiamento come quello appena vissuto, perché libero da logiche economiche molto più rigide, impostate. Un altro elemento è dato dalla peculiare accoglienza di questi luoghi, facilmente riconosciuti dal pubblico: alla riapertura dei ristoranti, siamo stati testimoni di una letterale presa d’assalto delle osterie che ha portato a un numero di download dell’App di Osterie d’Italia pari solo al numero di download che registriamo nel periodo natalizio. Non per ultimo, resta il fatto che le osterie siano (e siano anche riconosciute) come luoghi più accessibili, nel prezzo come nel servizio, nel modo di porsi, nella cucina. Come già dimostrano i numeri della Guida 2022, siamo convinti che quello dell’osteria sarà il modello ristorativo che meglio reggerà” aggiunge.

“Il 2022 sarà l’anno della riscossa e la pandemia lo ha già dimostrato: la prova di resilienza che le trattorie e osterie italiane hanno dato dimostra quanto queste siano la vera spina dorsale della ristorazione italiana. Forse alcune di loro non sono ancora protagoniste sui media, ma anche questo sta velocemente cambiando. Perché le nostre osterie stanno cambiando, e in fretta. D’altro canto, già da un po’ i cuochi stellati in cerca di una tavola si fanno consigliare dagli amici una valida trattoria. Vorrà pur dire qualcosa” commenta Marco Bolasco, curatore della Guida con Eugenio Signoroni.

Tutte le osterie piemontesi insignite della Chiocciola:

Osteria dell’Arco – Alba (CN)

Battaglino – Bra (CN)
Boccondivino – Bra (CN)
Violetta – Calamandrana (AT)
Il Moro – Capriata d’Orba (AL)
Cacciatori – Cartosio (AL)
Madonna della Neve – Cessole (AT)
La Torre – Cherasco (CN)
Locanda dell’Arco – Cissone (CN)
La Speranza – Farigliano (CN)
Lou Pitavin – Marmora (CN)
Repubblica di Perno – Monforte d’Alba (CN)
Cantina dei Cacciatori – Monteu Roero (CN)
Corona di Ferro – Saluzzo (CN)

Osteria della Pace – Sambuco (CN)
Del Belbo da Bardon – San Marzano Oliveto (AT) 

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