Sabato, 23 Ottobre 2021
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Ahmadreza Djalali, 160 scienziati da tutto il mondo hanno aderito alla maratona accademica online per salvarlo

La sentenza di morte potrebbe essere eseguita a breve

Una maratona accademica di 24 ore per salvare Ahmadreza Djalali.

Sono oltre 160 gli scienziati che hanno aderito alla maratona accademica per salvare il ricercatore iraniano-svedese, che è incarcerato da 4 anni e mezzo in Iran. Gli scienziati si collegheranno mercoledì 9 dicembre a partire dalle ore 15 per una diretta streaming che durerà 24 ore, forse anche di più, sul canale YouTube dell’Università del Piemonte Orientale.

Tra loro ci sono i rettori delle università dove Ahmadreza ha svolto attività di ricerca, Gian Carlo Avanzi (UPO) e Ole Petter Ottersen (Karolinska Institutet, Stoccolma), oltre a un delegato della Vrije Universiteit Brussel. Spicca tra tutti l’intervento di Sir Richard Roberts, premio Nobel per la Medicina 1993, che per Ahmad ha raccolto più di 150 firme di altrettanti Nobel per chiederne la liberazione. Tutti gli altri provengono da ogni parte del mondo: Italia, Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Etiopia, Francia, Grecia, India, Irlanda, Israele, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Sri Lanka, Sudafrica, Svezia, Svizzera e USA.

Ahmadreza Djalali è detenuto nel braccio della morte del carcere di Evin, Iran, accusato di spionaggio e colpito da condanna a morte, che l’intera comunità mondiale ritiene ingiusta per mancanza di prove certe. L’Università del Piemonte Orientale si batte per Ahmad dal 2016 e continuerà a farlo fino alla sua liberazione.

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