Da Novara alla Spagna, di nuovo a piedi per raccontare i pellegrinaggi andalusi

Il fotografo novarese Claudio Asile torna in Andalusia per percorrere e fotografare un altro cammino religioso, il Rocìo Chico

Un'immagine del Camino del Rocìo seguito da Claudio Asile lo scorso anno

Da Novara alla Spagna, ancora una volta a piedi insieme ai pellegrini dell'Andalusia per raccontare un altro cammino religioso.

Claudio Asile, fotografo novarese, torna nel sud della Spagna per seguire il Rocìo Chico, una tradizione che si celebra ogni sette anni e che unisce religione e festa, proprio come "La romerìa de El Rocìo", il pellegrinaggio seguito da lui lo scorso anno che è diventato un reportage fotografico pubblicato sulla rivista Meridiani.

Il viaggio

Il Rocìo Chico è un cammino che parte dalla città di Rocìo e arriva ad Almonte, il paese natale della Madonna, la "Virgen del Rocío". E proprio gli abitanti di Almonte sono gli unici a poter trasportare la Vergine, sia durante questo cammino che al culmine del "Camino del Rocìo". Il pellegrinaggio, che si svolge una volta ogni sette anni, dura poco più di 12 ore, e si svolge per la maggior parte del tempo in notturna. Si parte alle 20 (quest'anno di lunedì 19 agosto) e si arriva alle 11 del mattino seguente. Una volta arrivata ad Almonte, la Madonna resta lì fino a un paio di settimane prima del cammino più grande ("La romerìa de El Rocìo") che si fa ogni anno.

"E' un cammino molto più piccolo rispetto a quello dello scorso anno - ci spiega Claudio - più intimo e ristretto. Me ne avevano parlato a El Rocìo e ne ero rimasto affascinato: mi avevano raccontato di questi fiori di carta fatti a mano che poi vengono allineati per formare delle tettorie tra le case del paese, una sorta di copertura per i pellegrini che si mettono in cammino. Per questo ho deciso di tornare in Andalusia per seguire anche questo cammino".

Perchè ancora in Andalusia in pellegrinaggio?

"Perchè mi piace l'atmosfera che si respira durante questi cammini, e il tema a mio avviso è interessante, specialmente in Spagna dove sacro e profano si fondono. L'anno scorso sono rimasto colpito dallo spirito del cammino, dall'umanità che si respirava: un ambiente in cui tutti condividevano quello che avevano con tutti, compresi gli sconosciuti e gli 'esterni' come me. In un periodo come questo, in cui tutti pensano a se stessi e gli stranieri sono visti come minacce, mi sembra un bel messaggio. Non escludo di seguire altri eventi del genere in futuro, magari in Italia, dove ce n'è un'infinità".

Il prossimo progetto

"Iil mio prossimo viaggio? Ora come ora proprio non saprei. Ho in mente tante cose, ma bisogna fare i conti con le possibilità di realizzarle. Mi piacerebbe percorrere il Vallo di Adriano a piedi da una costa all'altra dell'Inghilterra. Vedremo".

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