Martedì, 28 Settembre 2021
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Coronavirus, individuato il primo caso di variante svizzera in Piemonte

L'identificazione è avvenuta su un uomo di 57 anni, che aveva già contratto il Covid-19 nello scorso novembre e che è stato testato in quanto contatto di caso positivo. Dalla Regione fanno sapere che il contagiato al momento sta bene e non presenta sintomi di rilievo

Isolato il primo caso di variante svizzera in Piemonte, individuato dal laboratorio dell’Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico di Candiolo, con la collaborazione del gruppo bioinformatico dell’Iigm, ente di ricerca della Compagnia San Paolo.

Lo ha reso noto la Regione in una nota stampa, in cui si comunica che l'identificazione è avvenuta su un uomo di 57 anni, residente nel territorio dell’Asl To4, che aveva già contratto il Covid-19 nello scorso novembre e che è stato testato in quanto contatto di caso positivo. Il contagiato, fanno sapere dalla Regione, al momento sta bene e non presenta sintomi di rilievo.

"La variante svizzera - spiegano dalla Regione - da non confondersi con la variante indiana rilevata in Svizzera, presenta caratteristiche di alta infettività, sulla tipologia di quella inglese e, come quest’ultima, risulterebbe efficacemente contrastabile con gli attuali vaccini".

Si tratta della quarta mutazione virale del Covid-19 riscontrata fino ad ora in Piemonte. Oltre alla svizzera, infatti, sono state già individuate sul territorio piemontese le varianti inglese (che rimane la prevalente, con una percentuale di diffusione superiore al 90%), brasiliana e sudafricana.

"Manteniamo alta la guardia sulle mutazioni del virus - ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi - e prendiamo atto che il monitoraggio sta garantendo un attento e tempestivo controllo della situazione epidemiologica. Nel caso delle varianti brasiliana e sudafricana, grazie alla capacità di tracciamento e, quindi, di isolamento del contagio messo in atto sul nascere dal sistema sanitario regionale, l’infezione non sembra aver trovato diffusione. Rimane fondamentale la campagna vaccinale per limitare il più possibile lo svilupparsi della malattia".

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