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Gli studenti di Medicina al lavoro

Gli studenti di Medicina al lavoro

Coronavirus, a Novara gli studenti di Medicina "arruolati" per il contact tracing

I laureandi dell'Università del Piemonte Orientale collaborano con l'Asl, nell'attività di tracciamento

E’ partita sabato 2 gennaio l’attività dei laureandi in Medicina presso l’Università del Piemonte Orientale a supporto dell’attività di tracciamento dei casi di Covid-19 dell’Asl Novara.

Gli studenti - sono 17 quelli che hanno risposto alla chiamata di Comune, Asl e Upo - si sono messi al lavoro dopo 30 ore di formazione appositamente svolta da medici Asl in servizio al Sisp nelle scorse settimane. L’attività di contact tracing viene effettuata dagli uffici di viale Roma, dove i laureandi, tramite la piattaforma fornita dall’Asl, tracciano i contatti di coloro che a seguito di tampone risultano positivi, telefonando alle persone coinvolte e fornendo loro da una parte le informazioni sanitarie necessarie per la quarantena, dall’altra le informazioni relative ai servizi utili erogati dal Comune di Novara.

"L’iniziativa che abbiamo avviato con la collaborazione di Asl e Università - spiega il sindaco di Novara Alessandro Canelli - è stata pensata innanzitutto per allentare la pressione sull’Asl che, con la seconda pesante ondata, si è ritrovata a far fronte ad un numero di casi in continuo e rapido aumento, con la conseguenza di dover tracciare sempre più pazienti e sempre più contatti per arginare quanto più possibile la diffusione del virus. L’arrivo di questi studenti, specificamente formati, darà un supporto concreto all’organizzazione dell’Asl per accelerare i tempi e contenere quindi eventuali ulteriori contagi. Parallelamente, i laureandi, nella fase di contatto, ricoprono anche un importante ruolo informativo sui servizi essenziali che il Comune promuove a favore delle fasce più fragili, fornendo informazioni e contatti utili per andare incontro alle esigenze della popolazione. Infine, per gli studenti di Medicina questo tipo di attività può costituire anche una fondamentale esperienza sul campo e un punto di partenza per il loro futuro percorso professionale".

"Questi studenti stanno lavorando con grande entusiasmo - commenta il direttore generale dell’Asl Novara Arabella Fontana - Hanno risposto alla chiamata mettendo a disposizione la loro professionalità e serietà in un periodo di pandemia come mai ne abbiamo affrontati. Vorrei ringraziare il sindaco e l’amministrazione per l’attenzione che hanno dimostrato e per la collaborazione, in questo come in tanti altri momenti, nelle iniziative di supporto alla popolazione. Un supporto che, in questo periodo, non è solo di tipo sanitario, ma diventa anche una presa in carico delle necessità e dei bisogni delle persone che si ammalano e delle loro famiglie. Con questa attività, andiamo a migliorare e ad integrare ulteriormente la sinergia tra enti in un’intesa che va nella direzione di supportare la popolazione e in particolare le fasce più fragili".

"La collaborazione alla lotta alla pandemia da parte degli studenti di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale - spiega il rettore Giancarlo Avanzi - rappresenta un ulteriore tassello dell’ampio mosaico di interventi contro il dilagare dell’epidemia Covid-19 che l’Upo ha messo in atto anche in collaborazione con altri enti pubblici come l’assessorato alla Sanità piemontese. Sono particolarmente orgoglioso nel vedere il coinvolgimento dei nostri studenti in un’attività assolutamente cruciale nel circoscrivere la diffusione del virus come quella cosiddetta del 'contact tracing'. Sono inoltre contento che questa attività sia svolta in collaborazione con il Comune e con l’Asl di Novara, nutro la speranza che anche le altre città e le altre Asl, su cui l’Upo insiste, possano creare le condizioni perchè si estenda questa virtuosa collaborazione. L'Università non ha solo il compito di formare i futuri laureati, ma ha soprattutto il dovere di educare e questo scopo lo raggiunge con la collaborazione con enti ed istituzioni che ne condividano i principi e le finalità. L’impegno civile, valore imprescindibile che i nostri studenti hanno dimostrato di volersi assumere, rappresenta l’auspicato scopo di un Università che si pone come 'scuola di vita' riuscendo nell’intento di indurre sempre di più i propri allievi a coniugare i saperi appresi nelle aule con coinvolgenti esperienze sul campo".

"L'associazione Upo Alumni - aggiunge Francesca Boccafoschi, presidente Upo Alumni e professore associato in Anatomia Umana presso l'Upo - è stata coinvolta nel progetto del Comune di Novara al fine di facilitare le operazioni di reclutamento degli studenti del IV, V e VI anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'Università del Piemonte Orientale. Per noi l'essere stati coinvolti come parte attiva nell'organizzazione delle attività utili all'iniziativa è motivo di grande soddisfazione, poichè dà prova del fatto che l'associazione
Upo Alumni, seppur ancora giovane, è già diventata un punto di riferimento per la città di Novara. Ringraziamo il Comune di Novara e l'Università del Piemonte Orientale, nella persona del Magnifico Rettore prof. Giancarlo Avanzi, e rimaniamo a disposizione per eventuali future attività in condivisione. Inoltre, siamo in contatto con gli studenti reclutati e li seguiremo per tutto il periodo di attività. A loro va il nostro augurio, quali ex studenti dell'Upo, di poter trarre il meglio da questa iniziativa per una loro crescita personale".

All'iniziativa hanno inoltre collaborato Fondazione Comunità Novarese, Fondazione DeAgostini, Comoli&Ferrari, Fondazione Bpn, ex Fondo di previdenza complementare per idirigenti del gruppo Bpn.

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