Coronavirus, tamponi in carcere a Novara per tutelare la salute di detenuti e agenti

Le azioni intraprese da Asl e Casa Circondariale di Novara

Il modello organizzativo adottato nell’Asl NO per la tutela della salute in carcere è finalizzato a garantire un servizio di qualità e di garanzia adeguato ai variegati bisogni che caratterizzano la popolazione detenuta.

Obiettivo essenziale del Servizio di Sanità Penitenziaria è la promozione della salute dei detenuti, attraverso l’integrazione degli interventi rivolti alla prevenzione, cura e riabilitazione, con quelli relativi alle altre aree che interessano la persona detenuta, cioè lavoro, istruzione, cultura, etc. L’attività di prevenzione primaria si espleta attraverso un controllo costante sul sistema igienico e alimentare, mentre quella di prevenzione secondaria avviene attraverso test di screening (test di Mantoux per la tubercolosi e quelli per il riscontro dell’infezione HIV, ecc…) insieme ad accertamenti precoci per la prevenzione del diabete, dell’ipertensione arteriosa e delle malattie mentali.

In tale quadro di riferimento si sono inserite le misure per il contenimento del contagio da COVID 19 sulla base delle direttive dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte: la situazione emergenziale ha imposto uno stretto confronto con la Direzione dell’Istituto per perseguire l’obiettivo primario di evitare che la pandemia si scatenasse nel carcere, con le conseguenti prevedibili e gravi ripercussioni anche sull’ordine e la sicurezza.

Tra le azioni assunte dall’Asl NO a salvaguardia della salute pubblica e di quella del singolo individuo, d’intesa con la Direzione dell’Istituto, sono stati eseguiti gli esami virologici (tamponi) a tutto il personale della Casa Circondariale (Corpo di Polizia Penitenziaria - Uffici - Cucina) e ai detenuti in semilibertà, presso la tensostruttura messa a disposizione dall' Amministrazione Penitenziaria. 

Nello specifico in sei sedute programmate sono stati eseguiti 230 tamponi; la preparazione del materiale, dall'inserimento dei dati sulla piattaforma COVID alla fornitura dei relativi dispositivi di protezione individuale per l'esecuzione dei tamponi è avvenuta a cura del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di Novara.

Ogni persona sottoposta a test ha ricevuto (e controfirmato) l’esito in busta chiusa con relativo nome cognome recapitato presso la segreteria della Casa Circondariale.

E’ prevista l’effettuazione di ulteriori tamponi per i nuovi agenti entrati in servizio da pochi giorni nel corpo di polizia penitenziaria e per alcuni del gruppo di polizia penitenziaria addetti alla sorveglianza dei detenuti soggetti all’art. 41 bis.

“E’ doveroso un  ringraziamento al personale dell'Amministrazione Penitenziaria, al Direttore della Casa Circondariale, dott.ssa Rosalia Marino che ci ha messo a disposizione la tensostruttura (dotata di due porte ben separate una per ingresso ed una per uscita con possibilità di un percorso unidirezionale) per l'effettuazione dei tamponi e  all'Assistente Capo Coordinatore Roberto Iacono per la convocazione del personale delle polizia penitenziaria – dichiara Gianni Valzer, Medico Responsabile del Servizio Sanità Penitenziaria dell’Asl No -  Un grazie di cuore al personale del Servizio Igiene e Sanità Pubblica: alla Capo Sala Rossella Pepe e all’Infermiera Claudia Cavallini per la preparazione del  materiale necessario all'esecuzione dei test  e alle due Capo Sala Doriana Carimali e Rita Nastasi che hanno collaborato con me all'esecuzione dei tamponi.”

In un momento critico ed estremamente difficile come quello vissuto in questi mesi di emergenza per la pandemia da COVID 19, essere riusciti a creare uno spirito unitario e collaborativo con la Direzione della Casa Circondariale ha consentito di ottenere un risultato concreto che dovrà continuare ad essere monitorato e tutelato: il mantenimento di una Comunità libera da COVID 19.

Un ringraziamento a tutto il Personale sanitario a quello di polizia penitenziaria che hanno unito il loro impegno e i loro sforzi per affrontare e gestire l’emergenza sanitaria da Covid-19.

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