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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Attualità Cerano

Siccità, parte da Trecate e Cerano il primo progetto in tutta Italia per la gestione dell'acqua

Si tratta di un progetto in seno ad Assoreca insieme a Est Sesia con il patrocinio della Regione Piemonte e insieme ad altri importanti partner, tra cui 10 tra le maggiori società di ingegneria del Paese

Nasce in Piemonte un nuovo modello per la gestione efficiente della risorsa idrica, capace di contribuire al soddisfacimento del fabbisogno idrico di tutti gli attori in territori complessi, e di accrescere l’offerta di acqua per far fronte alle sfide della crisi climatica in atto, attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture idrauliche per aumentare la resilienza delle comunità.

Sono questi gli obiettivi del primo progetto pilota in Italia per la creazione di un comparto territoriale ad alta sostenibilità idrica, realizzato dalle aziende aderenti al gruppo di lavoro creato ad hoc in seno ad Assoreca insieme a Est Sesia con il patrocinio della Regione Piemonte e insieme ad altri importanti partner, tra cui 10 tra le maggiori società di ingegneria del Paese, e presentato agli stakeholder del territorio presso la sede di Est Sesia. Il progetto pilota ha l’obiettivo di realizzare uno standard operativo applicabile in ogni territorio del Paese. Ecco perché si è scelto il complesso territorio di Trecate-Cerano come pietra angolare per la sperimentazione. Dopo l’inserimento degli ultimi dati di dettaglio, il passo finale sarà la quantificazione dei costi e l’individuazione degli strumenti di finanziamento per la sua realizzazione. Il completamento è previsto per i primi mesi del 2024.

"La mission del consorzio è quella di provvedere alla migliore gestione della risorsa idrica su tutto il territorio asservito, - commenta Andrea Girondini, vice direttore area tecnica di Est Sesia - il 2022 ci ha insegnato che la risorsa idrica non può più essere data per scontata, ma deve essere gestita, adottando nuove strategie e nuove tecnologie. Dobbiamo imparare a utilizzare meglio ciò che abbiamo, sfruttando tutte le nostre conoscenze e facendo sistema con chi ha competenze ed expertise diverse. Crediamo che questo progetto diventerà il modello a cui guardare per rispondere alle sfide del settore idrico del presente e del futuro".

L’area di Trecate e Cerano concentra, in un territorio contenuto, ogni tipo di esigenza rispetto al settore idrico: industriale, civile, agricolo, zootecnico. A seguito della stagione irrigatoria 2022 e alla regressione della disponibilità di risorsa idrica degli ultimi anni, la falda freatica ha assunto un ruolo ancor più determinante, specialmente per quanto riguarda le interazioni con i corsi d’acqua superficiali e, in misura maggiore, in quelle aree che sono caratterizzate da depositi ghiaiosi-sabbiosi che rendono difficoltosa la pratica agricola, come le aree individuate per il progetto pilota. Ad alzare l’asticella della sfida contribuisce la presenza di un ampio polo industriale. Una costante innovazione è condizione indispensabile sulla strada della sostenibilità in ogni settore. In questo senso, il Progetto Pilota propone quattro diverse tipologie di intervento che mirano a ricaricare la falda, ottimizzare il ciclo idrico del Polo Industriale, realizzare invasi sfruttando le opportunità offerte dal territorio e recuperare le acque di depurazione.

Per operare in questi ambiti, il primo passo è quello di monitorare la risorsa idrica disponibile nel territorio. Grazie alla grande mole di dati forniti da Est Sesia, raccolti in oltre 100 anni di attività, e alla sua conoscenza capillare dell’area, è stato possibile quantificare la risorsa idrica di cui dispone il territorio di Trecate-Cerano. La falda ha un ruolo essenziale per il mantenimento delle risorgive ed è di fondamentale supporto per l’effettuazione delle pratiche colturali in tutto il territorio consortile: il lento processo di infiltrazione nel sottosuolo di monte, contribuisce al soddisfacimento dei fabbisogni delle zone poste più a valle. La soluzione proposta è quindi quella di realizzare una serie di pozzi di ravvenamento per innescare un processo di “ricarica artificiale della falda” nei periodi di maggior disponibilità idrica, che contribuirà ad alleviare la massiva idroesigenza di periodi più siccitosi.

Il ciclo idrico cha attualmente si svolge all’interno del polo industriale dei territori in esame (polo di San Martino) deve essere considerato non un problema, ma una risorsa. Le acque superficiali e sotterranee prelevate per gli usi industriali, infatti, se giudicate compatibili, possono essere recuperate, reimmesse nella rete irrigua e riutilizzate in agricoltura. Inoltre, il recupero di acqua deve passare attraverso la realizzazione di invasi, sfruttando la specificità del territorio, come ad esempio le già presenti cave dismesse. Sono state individuate due potenziali aree, una a monte del territorio di Trecate e una a valle del territorio di Cerano, dove realizzare invasi impiegando tecnologie capaci di garantire la sostenibilità ambientale e assicurare il recupero di oltre 3 milioni di m3 di acqua (1,5 milioni di m3 per ogni invaso).

Infine, la presenza di un depuratore nel territorio di Cerano offre un’altra opportunità: il recupero di acque reflue depurate da impiegare in agricoltura. L’Italia ha infatti recentemente recepito la direttiva europea sulla gestione delle acque reflue, che spinge proprio per il loro riutilizzo, considerandole una preziosa risorsa da sfruttare al massimo. Oggi in Italia si riutilizza solo il 4% delle acque reflue depurate, e l’obiettivo posto a livello nazionale è arrivare al 40% entro il 2030. Presso il depuratore di Cerano, il Progetto Pilota prevede la realizzazione di una vasca di accumulo dove stoccare oltre 800mila m3 di acqua, pronta da utilizzare in ogni momento.

Il primo passo per la realizzazione di questo piano multilivello è stato quello di redigere linee guida per assicurare la sostenibilità idrica di un comparto territoriale. Assoreca ha coinvolto 10 tra le maggiori società di ingegneria ambientale in Italia a sé associate, da Proger a Italfer, per affrontare, per la prima volta nel nostro Paese, il problema della siccità in modo sistemico. Fino a oggi, infatti, la gestione delle acque significava confrontarsi con la grande abbondanza di acqua, e prevenire o gestire situazioni straordinarie quali alluvioni o esondazioni. Ma il 2022, anno in cui il problema della siccità è esploso in tutta la sua drammaticità, in particolare per il settore agricolo, ha posto la necessità di un totale cambio di punto di vista.

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