Cronaca

Galliate, i volontari della Cri in Abruzzo per soccorrere le zone terremotate

In quattro hanno offerto il proprio contributo al polo logistico della Croce Rossa ad Avezzano, in provincia dell'Aquila

Una settimana al polo logistico della Croce Rossa ad Avezzano in provincia dell’Aquila, per contribuire al ritorno alla normalità del Centro Italia a due mesi dal terremoto.

Nell’Italia che si rimbocca le maniche, anche la Cri di Galliate ha fatto sentire concretamente la propria presenza e la generosità dei propri ragazzi: quattro volontari galliatesi hanno infatti offerto il proprio contributo alla struttura abruzzese, particolarmente impegnata in questa fase di normalizzazione nel servizio di supporto ai campi allestiti nelle aree più colpite dal sisma, in particolare ad Accumoli e Amatrice.

Sette giorni di lavoro a 700 chilometri da casa per Alessandro Airoldi, Andrea Torgano, Roberta Ciceri e Christian Geddo che, da domenica 9 ottobre alla successiva domenica 16, sono stati impiegati a tempo pieno in magazzino ed in cucina, unici rappresentanti per la provincia di Novara.

“Io, Roberta e Christian abbiamo lavorato in magazzino - racconta Andrea, già veterano del settore nonostante la giovane età - in questo periodo c’è necessità di aiutare i colleghi che operano quotidianamente al polo, nella gestione e nello smistamento di materiale per i campi del Centro Italia. Cibo, vestiario, tende, kit d’emergenza, generi per l’igiene personale".

"Il mio lavoro si è svolto in cucina - spiega invece Alessandro - ed è stata un’esperienza davvero costruttiva. Mi è rimasto impresso l’atteggiamento delle persone nei nostri confronti, ci hanno accolto ed indirizzato lungo la strada, ci hanno dimostrato grande riconoscenza". 

E non è mancata l’occasione per una fugace visita nelle aree colpite dal terremoto, come racconta Christian con un filo di emozione: "Venerdì siamo stati ad Amatrice per portare alla popolazione le lettere e i disegni donati dai bambini. Sono ancora evidenti i segni del disastro, ma si sta già ricostruendo, la vita è già ripresa. E’ importante sapere che in questi casi il lavoro di gestione dell’emergenza non si ferma alla prima settimana dall’evento, ma prosegue anche dopo e richiede una fase di ripristino che può essere anche lunga".

"Mi ha molto colpito il silenzio di quei luoghi - ricorda Roberta - abbiamo visto tanti operatori lavorare con compostezza ed in silenzio, in segno di rispetto per il dolore della gente. E’ stata un’esperienza davvero preziosa, per me era la prima volta, e mi sono trovata benissimo anche con i colleghi, tutti gentili e disponibili".

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