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Cronaca Vignale / Corso Risorgimento, 377

LA NOVARA DIMENTICATA | La cascina che ha visto la storia

Angoli di città nascosti, abbandonati, segreti, dove il tempo sembra essersi fermato. Il fascino di scoprire e riscoprire una Novara che non esiste più e che allo stesso tempo è ancora davanti ai nostri occhi

Tutti i novaresi saranno passati davanti a quell'edificio, senza nemmeno farci caso. Eppure a Vignale c'è un luogo dove si è fatta davvero una parte, importante e non così lontana nel tempo, della storia d'Italia.

Tutti i novaresi conoscono, o dovrebbero conoscere, la storia della battaglia del 23 marzo 1849: il re Carlo Alberto viene sonoramente sconfitto alla Bicocca dal generale austriaco Radetzky. Quello che invece molti novaresi ignorano è che la sera stessa della battaglia il re abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele II, che diventerà poi primo re dell'Italia unita.

Il 24 marzo il neo re si trova in una spiacevole situazione: il suo esercito ha subito una grave sconfitta e le truppe austriache sono alle porte del Piemonte. La soluzione è la firma di un accordo con Radetzky: l'armistizio di Vignale.

Passando per corso Risorgimento, rallentando anche solo per pochi secondi, è possibile scorgere una targa sul muro di una cascina, esattamente la cascina in cui è stato firmato l'armistizio. Sulla parete laterale di una casa vicina è possibile vedere anche un grande murales che ricorda l'avvenimento. Se la storia italiana è andata come è andata e il paese, non senza fatica, è stato unificato, in fondo un po' lo dobbiamo anche a quelle quattro mura, che hanno visto davvero uno dei momenti più importanti della storia d'Italia.

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