Cronaca

Soccorsi pilotati sulla A4, ecco come funzionava il sistema

Un teste in aula durante il processo ha raccontato di essere stato ricattato da uno degli agenti coinvolti nella vicenda e dal titolare della ditta di soccorso

A novembre era scoppiato lo scandalo: sei agenti della polizia stradale di Novara erano stati arrestati con pesanti accuse.

Secondo quanto ricostruito, gli agenti, in caso di incidente sull'autostrada A4 Torino Milano chiamavano solo una ditta "amica" per il soccorso stradale. Venerdì in aula un teste è stato ascoltato e ha raccontato di essere stato ricattato.

Il testimone, proprietario di una ditta di soccorso stradale di Ivrea, stava traspotando l'auto di un conoscente da Cameri, dall'officina coinvolta nelle indagini, proprio ad Ivrea. 

L'uomo ha raccontato di essere stato fermato in autostrada da uno degli agenti della stradale e minacciato di una multa di 12mila euro se avesse continuato il trasporto, perchè non ne aveva le autorizzazioni. Infatti solo alcune ditte possono operare nel soccorso stradale su autostrada, ma trattandosi di un semplice trasporto il testimone avrebbe potuto farlo.

Secondo il poliziotto l'uomo avrebbe dovuto ripotare l'auto all'officina di Cameri pagare 700 euro alla ditta di soccorsi per non prendere la multa. Il testimone però non pagò la somma e nei giorni successivi venne chiamato dal titolare della ditta e dal poliziotto coinvolto, che minacciò di nuovo la possibile multa da 12mila euro. Poi partirono le indagini e non se ne fece più nulla.

Le prossime udienze saranno il 16 e il 23 settembre.

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