Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Teatro, il Faraggiana apre le porte agli studenti delle scuole novaresi

Sette spettacoli della stagione 2016/2017 avranno una replica mattutina dedicata agli alunni delle scuole superiori

Il nuovo Faraggiana non è solo cinema, musica e teatro, ma anche spettacoli per le scuole. Sette messe in scena della stagione 2016-2017 avranno infatti una replica mattutina per gli studenti delle scuole superiori novaresi.

Si comincia venerdì 13 gennaio con "Srebrenica" di e con Roberta Biagiarelli, protagonista di una storia dove la ragion di Stato e gli Interessi di Politica Internazionale hanno giocato a Risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Questo spettacolo testimonianza ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: aggressori e aggrediti.

Si riparte venerdì 3 febbraio con "La dolce guerra" di Elena Ferrari e Mariano Arenella, ovvero la Prima guerra mondiale vista con gli occhi di un pioniere del cinema italiano e una maestra precorritrice del femminismo e di un modello educativo "diverso".

Il 17 febbraio è la volta di Lucilla Giagnoni e "Il ritorno di Chimera", con cui affronta la storia della tragica vita della strega di Zardino raccontata da Vassalli.

Venerdì 24 febbraio ecco "Mi chiamo Aram e sono italiano - Storie da Synagosyty", di Gabriele Vacis e Aram Kian con Aram Kian: una classica infanzia degli anni Ottanta, vissuta nella periferia industriale di una grande città del Nord, fra tegolini del Mulino Bianco e compagni di scuola strafottenti; una banale adolescenza anni Novanta, condita di musica grunge, cortei studenteschi e serate in discoteca; una comune giovinezza a cavallo del nuovo secolo, fatta di inconcludenti anni universitari e lavoro che non si trova. Ritratto tipico di un trentenne italiano. Solo che, quando il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano un po’...

Si passa al 10 marzo con "La Terra vista dalla Luna" di Vincenzo Picone con Micaela Casalboni, Paride Cicirello, Giulia Franzaresi, Silvia Lamboglia, Gian Marco Pellecchia. Notizie reali e storie inventate si susseguono in una serie di quadri grotteschi e surreali che diventano, di volta in volta, specchio distorto e per questo (inquietantemente) veritiero della realtà.

Giovedì 23 marzo appuntamento con "Novecento" di Alessandro Baricco, con Eugenio Allegri. Lo spettacolo riparte dagli andamenti musicali della parola, dai gesti surrerali, dalle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico.

Si chiude il 7 aprile con "Acquadoro" di e con Lucilla Giagnoni. Accanto alla parola, la musica dal vivo è un sottofondo continuo: canzoni popolari, successi dell’epoca e composizioni blues che riscoprono l’autenticità stessa del genere parlando del lavoro nella lingua dei lavoratori, il dialetto. Acqua d’oro è la narrazione, in forma di recital, di un mito che fa vivere la terra e la racconta, cercandone i suoni e le voci.

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