Trecate, l'amministrazione decide di uscire dall'Istituto Storico della Resistenza

Fuori anche da Avviso Pubblico, associazione contro le mafie. Dure critiche dal consigliere regionale Domenico Rossi e dalla senatrice Elena Ferrara

Federico Binatti, da poco più di un mese sindaco di Trecate, ha annunciato di voler uscire dal consorzio di comuni che, insieme alla Provincia, sostengono l'attività dell'Istituto Storico della Resistenza e da Avviso pubblico, l'associazione di comuni per la lotta alle mafie.

"Appare quantomeno strano che, con i tanti problemi, presunti o reali, che proprio il primo cittadino ha evidenziato a Trecate in campagna elettorale, il Sindaco annunci tra i suoi primi provvedimenti quello di voler lasciare l'Istituto Storico Piero Fornara - commenta il consigliere regionale Domenico Rossi - Leggo sui giornali che si intendono utilizzare le risorse risparmiate per altre attività. Ma c'è qualcosa che vale più del custodire il fondamento della nostra democrazia? Quando mancherà la memoria di quei valori e degli uomini e delle donne che si sono battuti per la nostra libertà allora avremo compromesso la nostra identità".

"Mi permetto di rivolgermi al giovane primo cittadino di Trecate. Caro signor Sindaco - aggiunge Rossi - metta da parte i pregiudizi politici, si riconosca nel fondamento che permette anche a lei oggi di essere eletto. Le assicuro che quella quota annuale è un investimento sul futuro. Analoga riflessione si può estendere alla volontà annunciata dallo stesso Binatti di recedere da Avviso Pubblico".

"L'Istituto storico della Resistenza e Avviso pubblico - commenta la senatrice Pd Elena Ferrara - rappresentano un bagaglio di valori importantissimi, legati da un lato alla conservazione della memoria storica del nostro Paese, dall'altro alla promozione della cultura della legalità. Il sostegno di un'Ente pubblico a queste due realtà alimenta una massa critica fra le istituzioni di diversi territori, con il coinvolgimento diretto della società civile, che contribuisce al patrimonio etico e morale della comunità. Per queste ragioni, la scelta di fuoriuscire da queste realtà non ricade solo sulla singola Amministrazione che la esercita, ma condiziona tutta la rete di comuni e di cittadinanza, con il rischio di cancellare percorsi virtuosi già avviati". 

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