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"Un milione di euro per tornare a camminare", imprenditore novarese condannato per truffa a un disabile

In tre alla sbarra: avevano fatto credere a un giovane di avere la tecnologia per operarlo e restituirgli l'uso delle gambe

Avevano promesso un vero e proprio miracolo a un giovane paraplegico milanese, rimasto paralazzato dopo un grave incidente stradale: grazie ad un rivoluzionario intervento chirurgico in una clinica svizzera il 30enne sarebbe tornato a camminare. Sarebbe bastato entrare a far parte della società con un contributo di un milione di euro. Peccato che non esistessero nè la clinica, nè la società, nè tantomeno l'operazione.

In tre sono così finiti alla sbarra per truffa: il processo, che si è svolto lunedì al Tribunale di Milano, ha visto la condanna a pene comprese tra i 18 e i 20 mesi di tutti gli imputati , tra cui un imprenditore novarese, ora residente in Lombardia, che è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione e 600mila euro di multa.

Il fatto è avvenuto nel 2013, ma i tre sono stati arrestati nel dicembre 2015 a seguito dell'indagine della Procura meneghina durata oltre un anno. I tre, spacciandosi per appartenenti a servizi d’intelligence statunitense ed amministratori di una multinazionale attiva nella conversione in campo civile di tecnologie militare, avevano convinto il giovane disabile a investire quasi tutto il risarcimento per l'incidente nella loro società. In cambio sarebbe stato operato con una tecnica innovativa, che gli avrebbe permesso di riacquistare l'uso delle gambe.

La vittima non si è costituita parte civile in quanto era già stata risarcita lo scorso anno: gli avvocati dei condannati hanno annunciato il ricorso in appello.

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