Politica

Case popolari, Genoni e Ferrari replicano alla richiesta di dimissioni dei vertici Atc

Il presidente di Atc Piemonte Nord e l'assessore regionale alla Casa rispediscono al mittente le accuse di Sozzani, Andretta e Contartese. Ferrari: "Atc sta facendo quello che la Regione ha chiesto"

"Piena e indiscutibile fiducia al presidente di Atc Giuseppe Genoni, al Consiglio di amministrazione e al direttore generale: stanno facendo quello che la Regione ha chiesto loro".

Con queste parole l'assessore regionale alla Casa Augusto Ferrari ha voluto replicare alle accuse e alla richiesta di dimissioni dei vertici di Atc arrivate dal coordinatore provinciale di Forza Italia (e consigliere regionale) Diego Sozzani e dai consiglieri comunali di Io Novara Daniele Andretta e di Forza Italia Michele Contartese. Ferrari è intervenuto insieme a Genoni ieri mattina, in una conferenza stampa presso la sede di Atc Piemonte Nord.

"Genoni, presidente da inizio 2015, ha messo a nudo una situazione che si è stratificata in anni e anni - ha aggiunto Ferrari - Mi domando perchè si chiedano le dimissioni di Genoni: perchè sta facendo quella che la legge richiede? E come valuta Sozzani l’operato delle precedenti amministrazioni di Atc, espressione della sua parte politica?.

La grave situazione di bilancio messa in luce da Atc questa estate richiede, secondo Ferrari, interventi straordinari e non proclami o polemiche: "In Regione abbiamo convocato una commissione ad hoc a luglio e a settembre, Sozzani non si è mai presentato. Invocare ora le dimissioni appare più come un estremo tentativo di ottenere visibilità!"

E per cercare di risolvere la situazione delle decadenze (che a Novara sono oltre 700) Ferrari ha chiarito che "entro la fine dell'anno proporremo modifiche alla normativa vigente, in particolare per semplificare l’accesso al Fondo sociale e migliorare la situazione decadenze. Atc ha l’obiettivo di garantire una casa alle persone più fragili, dobbiamo tendere la mano a chi è in difficoltà assicurando il pieno rispetto delle regole. In questo momento non possiamo fare atti deliberativi che siano in contraddizione con la legge vigente, stiamo lavorando con Anci per elaborare un protocollo di intesa che ci aiuti a gestire la situazione, ma senza sanatorie per i morosi colpevoli".

Nella conferenza stampa Genoni ha poi puntualizzato alcuni aspetti riguardo al gran numero di decadenze che interessano il comune di Novara: "Se per anni non vengono chiesti i provvedimenti di decadenza ad un certo punto si accumula un gran numero di situazioni che è poi difficilissimo gestire. Gli esempi virtuosi a cui attingere non mancano, specie nei piccoli Comuni, ma anche in alcuni capoluoghi come Biella. Inoltre è sbagliato affermare che abbiamo scaricato le decadenze sulla nuova amministrazione di Novara: i nomi dei morosi erano già ben noti in tutti i comuni novaresi in primavera, tanto che abbiamo convocato tutti i sindaci in Provincia concertando con le amministrazioni comunali disponibili strategie per formulare piani di rientro e accompagare gli assegnatari morosi anche verso soluzioni personalizzate e sostenibili".

"I 20 milioni di crediti non più esigibili - ha aggiunto Genoni - non sono colpa della gestione di questi pochi mesi, ma sono causa di scelte del passato. La situazione attuale dipende da ciò che non è stato fatto prima: per anni non si sono chiesti ai Comuni i provvedimenti di decadenza e ora ci siamo trovati ad affrontare situazioni relative a 3,4, addirittura 5 anni di morosità. La legge chiede interventi più tempestivi, che evidentemente negli ultimi anni non sono stati fatti".

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