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Alla scoperta dei Castelli di Cannero, tra storia e leggenda

I Castelli di Cannero sono uno dei simboli più amati del Lago Maggiore. Scopriamo insieme la loro storia

Foto dalla pagina Facebook dell'Ufficio Turistico di Cannero Riviera

Lo spettacolo suggestivo dei Castelli di Cannero, che affiorano a filo d'acqua sul Lago Maggiore, di fronte alle rive del comune di Cannero Riviera. 

I Castelli di Cannero Riviera, detti "della Malpaga", sorgono su due isolotti rocciosi, fortificati nel corso del Medioevo e utilizzati dai briganti per compiere malefatti e controllare i commerci con la vicina Svizzera.

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La storia dei Castelli di Cannero si intreccia con quella dei "fratelli della Malpaga", i cinque fratelli Mazzarditi che, approfittando delle cattive condizioni in cui versava il Ducato di Milano e dell'aspra contesa tra Guelfi e Ghibellini, tra il 1403 e il 1404, si impossessarono del palazzo pretorio di Cannobio, invasero Cannero, si impadronirono della Malpaga dalla quale per diversi anni compirono incursioni lungo l'intero Verbano senza disdegnare l'utilizzo di metodi violenti, allo scopo di crearsi una sorta di piccolo "Stato privato". 

Fu solo con l’avvento al potere del nuovo Duca di Milano di Filippo Maria Visconti, nel 1412, che questo regno del terrore ebbe termine. Nel 1414, dando seguito alle suppliche degli abitanti del litorale, Filippo Maria inviò un esercito di 500 uomini per sconfiggere i Mazzarditi. La Malpaga, dopo un breve assedio, venne rasa al suolo e i Mazzarditi presero la strada dell'esilio.

Trent’anni più tardi le isole vennero cedute dal duca Filippo Maria Visconti al conte Vitaliano I, figlio di Filippo I Borromeo e Franceschina Visconti, ed entrarono da quel momento a far parte dei possedimenti della famiglia Borromeo. Il conte Lodovico, per difendersi dalle incursioni svizzere dopo la perdita del Canton Ticino da parte del Ducato di Milano, fece edificare nel 1519 una rocca fortificata sulle rovine delle isole: le diede il nome di “Vitaliana”, in omaggio alla famiglia padovana capostipite dei Borromeo. La morte del conte Lodovico coincise con il progressivo abbandono della rocca e con la sua inarrestabile decadenza. Attualmente rimangono solo le rovine delle antiche fortificazioni, interessate però da un ambizioso programma di recupero proprio da parte della famiglia Borromeo, ancora proprietaria degli isolotti.

La leggenda vuole che nelle giornate in cui la nebbia è particolarmente fitta sul lago, sia possibile scorgere un veliero fantasma che veleggia attorno al castello reclamando l’antico tesoro sommerso, gettato dai briganti per non consegnarlo al duca Filippo Maria Visconti.
 

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