Verbano Cusio OssolaToday

False fatture per oltre 200 milioni di euro, 34 indagati e maxi frode fiscale

Le indagini delle Guardia di Finanza

Duecento milioni di euro di fatture false, due milioni di tasse evase e un vero e propio business per non pagare il fisco, tra Italia, Svizzera e Romania.

La guardia di finanza di Verbania ha messo in atto un'operazione che ha portato alla luce, dopo mesi di indagine, un giro di soldi che orbitava intorno ad un'azienda di Verbania. Il titolare della ditta, verbanese fittiziamente residente in Svizzera, operava nel settore dei metalli ferrosi: insieme ad un avvocato di milano e ad una terza persona, aveva messo in piedi un complesso sistema per evadere il fisco.

La maxi frode fiscale

Le indagini sono partite da un controllo sull'imprenditore di Verbania, che aveva acquistato consistenti partite di metalli da una ditta di Milano per diversi anni. Peccato però che il titolare di quella ditta fosse deceduto da 19 anni e che quindi le fatture fossero chiaramente false. Si è così scoperto che i tre avevano messo in piedi una serie di finte ditte, 35 in Italia e 5 tra Svizzera e Romania, che producevano fatture per transazioni inesistenti e che non dichiaravano al fisco. I soldi passavano quindi dalla ditta di Verbania alle "cartiere", cioè alle aziende che emettavano le false fatture, per poi tornare alla ditta di Intra tramite conti esteri di comodo. Lo scopo era abbattere l'imponibile Iva, mentre i titolari delle "cartiere" in cambio ricevevano qualche migliaio di euro al mese.

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In totale sono indagate 34 persone: il gip Beatrice Alesci ha disposto il sequestro di sei immobili, sei terreni, del contante depositato su 52 conti correnti, 8 auto, le quote di 9 società, 4 orologi di valore e un’imbarcazione tra le province del Vco, di Treviso, Monza-Brianza, Como, Venezia, Milano, Torino e Biella, per un valore di oltre 2 milioni di euro. 

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