Coronavirus, in Piemonte mascherine obbligatorie nei centri commerciali (anche all'aperto) e bar chiusi entro l'una

Sono le misure previste da una nuova ordinanza della Regione. Obiettivo: evitare il rischio di assembramenti

Foto di repertorio

Mascherine obbligatorie nei centri commerciali del Piemonte e bar e locali serali chiusi entro l'una di notte. Sono queste le misure principali contenute in una nuova ordinanza della Regione, che il presidente Alberto Cirio firmerà nelle prossime ore.

Per quanto riguarda l'utilizzo delle mascherine, Cirio ha specificato che il provvedimento intende irrigidire le previsioni di obbligatorietà dell'uso della mascherina: il dispositivo di protezione, oltre a quanto già previsto dalle disposizioni nazionali (quindi uso obbligatorio della mascherine in tutti i luoghi chiusi, pubblici e privati, e all'aperto dove non sia possibile mantenre la distanza di almeno un metro tra le persone), sarà obbligatorio anche nei centri commerciali e nelle grandi superfici di vendita, non solo al chiuso ma anche nelle aree aperte e pertinenziali degli stessi, come ad esempio nei parcheggi e aree gioco. Sono eslcusi dal provvedimento i cosiddetti centri commerciali naturali, cioè le aree commerciali dei centri storici cittadini.

Bar, ristoranti e locali, che apriranno da domani, sabato 23 maggio, saranno invece obbligati a chiudere entro l'una di notte, "per prevenire la movida e il rischio di assembramenti", ha spiegato Cirio. Ogni Comune potrà eventualmente poi predisporre ordinanze e provvedimenti diversi, che prevedano ulteriori limitazioni. Saranno poi le forze dell'ordine a controllare che non si formino assembramenti nelle piazze e nelle aree adiacenti ai locali.

Il Piemonte riparte: firmata l'ordinanza regionale, il calendario delle riaperture

"Fin dall'inizio dell'emergenza abbiamo seguito linea di grande prudenza - ha spiegato Cirio - La cautela è d'obbligo. Abbiamo stabilito alcune misure e l’'attenzione sul loro rispetto sarà altissima. La movida è un momento bello di socializzazione, ma non siamo ancora al punto di poterla fare come prima, con il rischio di ottenere effetti negativi dal punto i vista epidemiologico. Abbiamo fatto bene a ritardare di 5 giorni l'apertura di bar e ristoranti, che portano con sé maggiore rischio di aggregazione. Con l'ordinanza che firmo oggi (venerdì 22 maggio, ndr), vogliamo che in Piemonte i cittadini possano vivere questo primo week end di libertà con grande senso di responsabilità. Da come ci comporteremo nei prossimi giorni dipende il futuro del Piemonte".

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