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Assegni contraffatti in tutta Italia: arrestata banda che agiva anche a Novara

In manette sette persone, che dalla Campania si muovevano per raggiungere varie città italiane con l'obiettivo di incassare fraudolentemente assegni circolari per un giro di oltre un milione di euro a trimestre

La polizia ha arrestato una banda di truffatori e falsari che, dalla Campania, si muovevano per raggiungere varie città italiane con l'obiettivo di incassare fraudolentemente assegni circolari per un giro di oltre un milione di euro a trimestre.

La banda aveva agito anche a Novara. L'indagine è partita nell'aprile dello scorso anno quando la direttrice di una filiale bancaria di Torino ha denunciato alla polizia il caso di un assegno circolare incassato fraudolentemente: il gruppo Criminalità Organizzata Comune e Sicurezza Urbana della Procura di Torino ha quindi iniziato una puntigliosa attività di analisi di alcuni conti correnti intestati ad altrettanti soggetti coinvolti.

Al termine delle indagini, la polizia ha arrestato sette persone, tutte residenti nel casertano e nel napoletano. I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, possesso e fabbricazione di documenti falsi, uso di atti falsi, falsità materiali commesse da privati, e peculato continuato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il modus operandi della truffa era sempre lo stesso: si iniziava con l’intascare una mazzetta di assegni utilizzando l’opera di un "basista", dipendente di Poste Italiane in servizio presso il Centro Meccanizzato Postale di Napoli. Era lui ad impossessarsi di assicurate e raccomandate contenenti gli assegni, per poi consegnarli alla vera mente del gruppo, il "falsario". A lui il compito di modificare gli assegni cambiandone il beneficiario e produrre documenti falsi da assegnare ai vari membri della banda, gli "scambisti", che poi si recavano in varie filiali bancarie sparse nel territorio nazionale e, sempre con il medesimo meccanismo di apertura contemporanea di due conti a loro intestati, incassavano gli assegni.

Il gruppo era perfettamente rodato e ormai specializzato: gli "scambisti" si avvalevano dell’opera di coordinamento logistico e organizzativo del braccio destro del "falsario", detto l' "accompagnatore". A lui il compito di individuare le filiali giuste, di prenotare hotel e organizzare le  trasferte.

Dalle perquisizioni eseguite dalla polizia sono stati rinvenuti un centinaio di assegni, tutti emessi da società assicuratrici per casi di sinistri stradali, carte d’identità in bianco contraffatte, denaro contante per diverse migliaia di euro, timbri di uffici pubblici utilizzati per le contraffazioni, carte di credito e postepay , dispositivi token bancari, fotografie di nuovi complici da inserire nei documenti falsi, buste paga e sim telefoniche da fornire alle banche all’atto dell’apertura dei nuovi conti corrente.

Diverse le città interessate in cui la banda aveva colpito oltre a Torino: Novara, Genova, Pisa, Livorno, Cuneo, Firenze, Como. La polizia sospetta però che l’attività possa essere ancora più vasta.

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