menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto di repertorio

Foto di repertorio

Giornata contro la violenza sulle donne, nel 2020 calano i reati di genere nel novarese

I dati della Questura e della Provincia in occasione della ricorrenza del 25 novembre

Si celebra oggi, mercoledì 25 novembre, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. E proprio in occasione della ricorrenza istituita dall'Assemblea generale della Nazioni Unite nel 1999, la Questura di Novara fa il punto sui reati di genere, prendendo in esame i primi 9 mesi del 2019 e mettendoli a confronto con lo stesso periodo del 2020.

Nel 2020, quindi, rispetto allo scorso anno in provincia di Novara calano, seppur di poco, i casi di atti persecutori (che passano da 70 a 54), maltrattamenti contro familiari e conviventi (da 104 a 97) e le violenze sessuali (da 24 a 22). Resta invece invariato il numero dei femminicidi: anche quest'anno, come nel 2019, nel novarese si è verificato un omicidio in cui ancora una volta una donna è stata uccisa dall'ex partner. Nello stesso periodo, meno atti persecutori (28 invece dei 67 dello scorso anno) anche nel Vco, dove però aumentano i casi di maltrattamenti in famiglia (che passano da 18 a 24) e resta invariato il numero delle violenze sessuali (9).

Secondo la Questura di Novara, sono diversi i fattori che hanno portato ad una diminuzione dei reati riconducibili alla violenza di genere nel novarese, "tra i quali sicuramente si annoverano l’introduzione della normativa del 'Codice Rosso', l’adozione, su direttiva della Procura della Repubblica di Novara, di specifici protocolli operativi attuati quotidianamente nella trattazione delle pratiche e volti a creare una concreta e fattiva collaborazione tra autorità giudiziaria, forze dell’ordine e tutti gli altri enti coinvolti (Asl, Servizi sociali, Centri anti violenza) ed infine, ma non certo meno importante, l’elevata attività di prevenzione e sensibilizzazione messa in atto nel corso degli anni che ha innestato quel cambiamento culturale in relazione al quale la riduzione dei casi è certamente un effetto".

Dal 9 agosto 2019 (data di entrata in vigore del "Codice Rosso") ad oggi, la Squadra Mobile della Questura di Novara,  al cui interno è presente una sezione dedicata formata da personale specializzato e con lunga esperienza nel settore, ha trattato oltre 200 casi relativi a  fattispecie di reato riconducibili alla violenza di genere. In questo periodo sono inoltre stati eseguiti un arresto in flagranza, un fermo di indiziato di reato e 36 misure cautelari di cui 9 custodiali (custodia cautelare in carcere ed arresti domiciliari) ed altre non detentive (divieto di avvicinamento e/o allontanamento dalla casa familiare e divieto di dimora).

"L’entrata in vigore del 'Codice rosso' - sottolineano dalla Questura di Novara - ha prodotto una notevole accelerazione dell’indagine in quanto, sebbene i tempi di intervento siano sempre stati estremamente veloci in ragione della natura e serietà dei reati, con questa riforma è stato anticipato il contatto con l’autorità giudiziaria al quale la notizia di reato deve essere comunicata immediatamente, anche in forma reale. Quest’ultima direttamente o delegando la polizia giudiziaria dovrà sentire la parte offesa entro 3 giorni con la conseguenza che l’audizione delle vittime, salvo casi particolari, dovrà obbligatoriamente avvenire in tempi ristrettissimi".

"Segni", il cortometraggio del novarese Marco Paracchini contro la violenza sulle donne

"Nonostante si sia registrata una lieve diminuzione del fenomeno sul territorio della provincia di Novara e si siano ottenuti brillanti risultati nell’accertamento e nella repressione di tali tipologia di reati - concludono dalla Questura novarese - permane tuttavia una violenza 'sommersa', soprattutto all’interno di alcune culture, motivo che determina grandi difficoltà nello sporgere denuncia. Anche in assenza delle suddette barriere culturali, molto spesso la donna manifesta ancora difficoltà, nel segnalare i casi di violenza subita probabilmente a causa della vergogna e della paura di eventuali ritorsioni".

Secondo i dati raccolti dalla Provincia di Novara, che con i Comuni e i Consorsi socio-assistenziali ha istituito una rete di soccorso sul territorio attraverso due centri antiviolenza (uno per la zona di Novara e l'altro per la zona nord della provincia) e sportelli di ascolto e sostegno, da gennaio a ottobre 2020 sono 289 le donne che hanno avuto accesso alla rete di soccorso, di cui 183 italiane: "La fascia di età maggiormente colpita - spiega il consigliere delegato alle Pari opportunità della Provincia di Novara Elena Foti - è quella al di sotto dei 45 anni. Il numero di figli minori coinvolti risulta essere 283. La maggior parte delle donne hanno subito violenza fisica, psicologica ed economica, in alcuni casi stalking, e violenza sessuale. Sul totale di donne vittima di violenza circa 174 hanno presentato denuncia. Ulteriore attenzione è stata rivolta a nove maltrattanti che si sono rivolti ai vari sportelli per avere un supporto psicologico oppure per essere sostenuti attraverso l’azione di educatori professionali".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Economia

    Dopo Borgomanero, McDonald's arriva anche a Oleggio

  • Attualità

    Coronavirus, come procedono i vaccini in Piemonte?

Torna su

Canali

NovaraToday è in caricamento