Tangenti e corruzione, gara d'appalto truccata in un'azienda pubblica novarese

Chiesto l'arresto per Diego Sozzani. Nei guai anche Gallina e Rissone di Acqua Novara Vco

La sede di Acqua Novara e Vco

43 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere, 95 indagati e un giro di affari da milioni di euro.

Sono questi i risultati della maxi operazione dei carabinieri di Monza che vede coinvolto anche l'ex presidente della provincia di Novara Diego Sozzani, oltre ai novaresi Andrea Gallina, amministratore delegato di Acqua Novara e Vco s.p.a., l'azienda municipalizzata che gestisce la rete idrica, e Giovanni Rissone, responsabile del settore acquisti sempre di Acqua Novara e Vco s.p.a.

Il video: la maxi inchiesta

Il filone novarese

Le indagini, partite dalla Lombardia, si sono estese anche al novarese. I carabinieri hanno infatti documentato "illeciti finanziamenti erogati da imprenditori a partiti politici e a candidati alle ultime elezioni regionali e politiche, allo scopo di essere favoriti nell’assegnazione degli appalti da parte di società di servizi pubblici". Tra i politici coinvolti spicca il nome del novarese Diego Sozzani, attualmente deputato di Forza Italia e all'epoca dei fatti consigliere regionale, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Sull'esecuzione della misura cautelare dovrà decidere la Camera. 

La replica di Sozzani

L'appalto per Acqua Novara e Vco

Al centro dell'inchiesta novarese c'è un appalto assegnato alla ditta Ecol Service per lo spurgo delle condotte fognarie e la pulizia delle vasche degli impianti di Acqua Novara Vco. Un appalto da quasi 6 milioni di euro, 5.927.220,39 per la precisione, suddiviso in tre lotti. Da quanto emerge Andrea Gallina e Giovanni Rissone, "con collusioni e mezzi fraudolenti" avrebbero, in concorso con Daniele D'Alfonso e Matteo Di Pierro, rispettivamente amministratore unico e dipendente della Ecol Service, turbato l'asta per l'assegnazione dell'appalto. Secondo gli inquirenti Gallina avrebbe accettato la promessa di D'Alfonso "dell’erogazione di una somma di denaro, allo stato imprecisata, suddivisa in tranches mensili da 2mila -3mila euro", come si legge nell'ordinanza di applicazione di misura cautelare.

Il collegamento con la politica

Il controllo dei contatti di D'Alfonso ha portato alla luce i suoi rapporti con Sozzani, all'epoca dei fatti consigliere regionale, "al quale -  si legge nell'ordinanza - il 22 marzo 2018, l’imprenditore elargiva un finanziamento illecito, quantificato in euro 10mila, mediante il pagamento (con bonifico bancario) di una falsa fattura". In alcune intercettazioni ambientali infatti D'Alfonso avrebbe detto al padre di "essersi attivato per aggiudicarsi delle gare d’appalto e per far ciò sta sostenendo economicamente la campagna elettorale di un Consigliere della Regione Piemonte di Novara, che si è candidato al Parlamento". Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il riferimento sarebbe proprio a Sozzani. 

In sostanza Sozzani, almeno secondo quanto riscostruito dagli inquirenti, avrebbe fatto in modo di mettere in contatto D'Alfonso con Rissone e Gallina per decidere per la gara d'appalto, facendo in modo che il bando contemplasse particolari requisiti posseduti solo da Ecol Service, in cambio di un finanziamento per la campagna elettorale.

Le misure cautelari

Per Sozzani sono stati chiesti gli arresti domiciliari: sarà la Camera però a decidere se potrà essere arrestato, dato che è un deputato eletto. Ai domiciliari anche l'amministratore delegato di Acqua Novara Vco Andrea Gallina, mentre per Giovanni Rissone è stato disposto l'obbligo di firma.

Sozzani si è detto totalmente estraneo ai fatti e ha espresso piena fiducia nella magistratura, dicendosi disposto all'autosospensione "affinché l'attività di Forza Italia possa proseguire in modo sereno e trasparente, in vista delle imminenti scadenze elettorali".

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