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Truffa dell'orologio: arrestati marito, moglie e figlia

Sono accusati di tentata truffa aggravata in concorso. Le vittime sono due anziane signore novaresi. La polizia è riuscita a trarli in arresto grazie alla collaborazione di un cittadino

Ancora arresti per truffa, in particolare ai danni di persone anziane, a Novara.

A finire in manette, tre soggetti: marito, moglie e la figlia maggiorenne. Tutti italiani, sono accusati di aver tentato la cosiddetta "truffa dell'orologio" ai danni di due signore anziane.

I fatti risalgono alla mattinata di ieri, giovedì 29 maggio: verso le ore 10,30 una signora di 67 anni si è recata in via Sforzesca, a bordo della propria auto e in compagnia di un'amica di 91 anni, per fare degli acquisti. Mentre si trovavano ferme al semaforo tra via Landoni e corso XXIII Marzo, una donna ha bussato al finestrino della loro autovettura sostenendo di essere stata colpita alla mano mentre erano in movimento.

La donna in questione ha mostrato un orologio da polso con il vetro scalfito che ha sostenuto essere di grande valore. Per il danno subito, ha chiesto alle due signore 2500 euro, pretendendo che la vittima pagasse subito o fornisse un oggetto in oro a garanzia del successivo pagamento.

Ma non è finita qui: la truffatrice, dopo aver osservato il tagliando assicurativo della macchina, ha riferito alla vittima di conoscere le impiegate della Unipol, presso la quale la vittima è assicurata, e si è offerta di chiamare con il suo telefono. Le ha quindi passato una sedicente impiegata che le ha riferito di avere un bonus di 5mila euro per incidenti del genere e le ha detto di pagare tranquillamente i 2500 euro. Dall’altra parte del telefono, a recitare la parte della rassicurante assicuratrice Unipol, vi era in realtà la figlia e complice della truffatrice.

La vittima si è quindi apprestata ad andare in banca, in via San Francesco d’Assisi, con l’accordo che si sarebbero riviste poco dopo sul luogo dell’incidente. Lungo la strada, è stata affiancata fortunatamente da un'automobile il cui conducente, testimone dell’intera condotta truffaldina, l’ha informata di essere rimasta vittima di una tentata truffa e l’ha invitata a tornare indietro perché la donna e i suoi complici erano stati fermati dalla Polizia.

Dalle informazioni acquisite dalla polizia, la condotta criminosa si sarebbe svolta con il seguente modus operandi. I tre soggetti, tra cui una donna, hanno seguito la vettura della vittima per poi bussare al finestrino della stessa, rivolgendole la pretesa di risarcimento del danno subito da un orologio da polso indossato da uno dei complici a causa della manovra della malcapitata. La truffatrice avrebbe poi cercato di salire sulla macchina della donna, seguita dalla macchina con a bordo i complici.

A questo punto, un testimone ha allertato il 113, consentendo l’intervento tempestivo di due Volanti che hanno acciuffato i tre truffatori portandoli in Questura, dove, oltre ad accertare il tentativo di truffa aggravata in questione, si è scoperto un pregresso quadro criminale che vede i tre soggetti protagonisti di numerosi fatti analoghi in diverse parti d’Italia, ascrivibili, per il ripetersi delle modalità, nella cosiddetta "truffa dell’orologio".

A seguito della perquisizione, sul mezzo utilizzato dai tre sono stati rinvenuti altri orologi, presentanti, guarda caso, il danneggiamento del vetro al pari di quello utilizzato oggi in via Sforzesca. Arrestati in flagranza del reato di tentata truffa aggravata ai danni di persona anziana, saranno posti al vaglio dell’Autorità Giudiziaria con rito direttissimo.
  

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