Trecate, tenta la "truffa dello specchietto": arrestato dai carabinieri

A finire in manette, un giovane di 22 anni, fermato grazie all'intervento di un militare fuori servizio

Foto di repertorio

Tenta la "truffa dello specchietto", ma viene fermato da un carabiniere fuori servizio e arrestato.

E' successo venerdì 31 maggio a Trecate. Protagonista della vicenda, un 22enne residente in Sicilia, finito in manette con l'accusa di tentata truffa.

La truffa è stata sventata grazie all'intervento di un carabiniere in forza ad una stazione in provincia di Varese che, fuori servizio, si è trovato a passare lungo la Provinciale 11 e ha notato due auto in sosta e, in particolare, l'atteggiamento sospetto di un giovane che accovacciato sul retro di uno dei due mezzi eseguiva strani movimenti con il braccio.

Il militare si è avvicinato e ha notato che il 22enne aveva fatto scendere dall'auto la conducente, una suora residente nel novarese, e aveva iniziato con lei una discussione.

Dopo aver richiesto l’intervento dei colleghi di Novara ed essersi qualificato, il militare ha identificato il giovane che aveva lasciato parcheggiata nei pressi la propria auto, con a bordo la moglie ed i due figli minori.

La truffa dello specchietto

Dalla ricostruzione dei fatti e dagli accertamenti svolti dai militari del Radiomobile è emerso che la vittima, mentre percorreva la Sp11 alla guida della propria auto, dopo aver udito uno strano tonfo proveniente dalla carrozzeria, era stata invitata con insistenza a fermarsi dal conducente di una vettura che aveva poco prima affiancato. Dopo aver parcheggiato, veniva raggiunta dall’uomo che la accusava di avere danneggiato lo specchietto del proprio mezzo e le chiedeva del denaro a titolo risarcitorio. A riprova di ciò, il 22enne le mostrava dei segni scuri segni presenti sulla fiancata della sua auto, che in realtà erano stati da lui stesso provocati qualche attimo prima.

Per questo motivo il giovane, sulla cui auto sono anche stati trovati alcuni sassi, è stato arrestato per il reato di tentata truffa, e nella giornata di sabato 1° giugno è stato processato per direttissima e condannato a 8 mesi di reclusione e 200 euro di multa, con applicazione della misura cautelare della presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana.

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"Le modalità sopra descritte -  commentano i carabinieri - individuano uno dei casi di truffa più frequenti, che solitamente vedono come vittime donne o persone anziane. Si invita pertanto a non cedere a richieste di denaro contante da consegnare sul posto, a titolo di risarcimento, in caso di presunti danni provocati per questioni di circolazione stradale, ma semmai procedere alla compilazione del Cid. In presenza di dubbi o atteggiamenti sospetti della controparte, sarà comunque opportuno richiedere l’intervento delle forze dell’ordine".

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