Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Obbligo di green pass sul posto di lavoro nel pubblico e nel privato: dopo 5 giorni scatta la sospensione

Il consiglio del Ministri ha approvato il nuovo decreto legge: tutte le regole

Green pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro, pena la sospensione senza stipendio. 

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, nella serata di giovedì 16 settembre, al nuovo decreto legge per l'estensione del green pass a tutti i luoghi di lavoro. Quindi dal 15 ottobre tutti i lavoratori del settore pubblico e privato avranno l'obbligo di presentare il green pass al lavoro: chi non esibirà il certificato verde che attesta la vaccinazione, la guarigione o l'esito di un tampone negativo nelle ultime 48 ore, rischia di essere sospeso senza stipendio. Non si potranno però licenziare i lavoratori che si presenteranno al lavoro senza il green pass: non potranno accedere ai posti di lavoro ma avranno comunque il "diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". 

Green pass: che cos'è e come si ottiene la certificazione verde

"Questo è un nuovo tassello molto importante della strategia di contenimento al covid che abbiamo messo in campo negli ultimi mesi - ha detto il ministro Speranza -. Una strategia che punta sul vaccino come chiave fondamentale per aprire una nuova stagione. Con questo decreto estendiamo a partire dal 15 ottobre l'utilizzo del green pass a tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato. Lo facciamo per due ragioni fondamentali: rendere questi luoghi più sicuri e rendere ancora più forte la nostra campagna di vaccinazione. Possiamo così creare le condizioni per gestire al meglio i mesi che verranno e per aiutare l'Italia in questa fase di ripartenza".

Green pass, cosa cambia per gli statali

Il personale delle amministrazioni pubbliche non in possesso del green pass è considerato assente ingiustificato e, come prevede la bozza del provvedimento "a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della certificazione verde e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021" ma "in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". In pratica, come nei casi di assenza ingiustificata e di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento: niente stipendio ma non si perderà il posto di lavoro.

Green pass, cosa cambia per i privati

Per il settore privato nello specifico il decreto prevede dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 - termine di cessazione dello stato di emergenza - il divieto di accedere ai luoghi di lavoro senza il green pass. Il testo infatti riporta che "al fine di prevenire la diffusione dell'infezione da Sars-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell'accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde Covid-19". 

"I lavoratori del settore privato privi di green pass - si legge ancora - sono sospesi dalla prestazione lavorativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento". La sospensione è efficace fino alla presentazione della certificazione verde e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza.

Chi è esente dal green pass

Il decreto prevede che non si applicherà l'obbligo di green pass "ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute".

La questione tamponi

I tamponi per la rilevazione di una eventuale infezione, o meglio per la certificazione di negatività, sono l'unico strumento alternativo al vaccino per ottenere il green pass. Per ora rimangono valide le norme presistenti con una validità dei tamponi a 48 ore, anche se si sta ragionando sul prolungamento della validità a 72 ore. I tamponi non saranno gratis, ma il decreto impone un obbligo alle farmacie di somministrare i test a prezzo calmierato di 15 euro e 8 euro per i minori di 18 anni, mentre saranno gratuiti solo per chi può presentare una esenzione dal vaccino certificata dal proprio medico.

Tamponi a 15 euro per il green pass: nessuna farmacia di Novara aderisce ai test a prezzi agevolati

Quindi le farmacie saranno obbligate a fare tamponi a prezzi calmierati, pena una sanzione amministrativa da 1000 a 10mila euro e il rischio di chiusura. Dovrebbero quindi risolversi situazioni come quella della provincia di Novara, dove solo 12 farmacie aderiscono ai tamponi a prezzi calmierati, nessuna a Novara. 

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