LETTORI | Novara, il Brera non chiude: ecco alcune precisazioni

In una lettera inviata alla redazione di NovaraToday.it, un lettore approfondisce la questione della gestione dell'istituto musicale per "fare maggiore chiarezza"

Il Civico Istituto Musicale Brera non si ferma.

La settimana scorsa il Comune di Novara era intervenuto sulla questione, assicurando che nonostante le dimissioni di quattro componenti del Cda, tra cui il direttore della scuola Massimiliano Toni, l'istituto non avrebbe chiuso, e anzi avrebbe continuato la sua attività, sotto la gestione dell'amministrazione comunale.

Sulla vicenda, è intervenuto però anche Carlo Maria Chiodo, marito di un'insegnate del Brera, che con una lettera inviata alla redazione di NovaraToday.it, intende fare chiarezza sulla questione.

"Non per polemica, ma per dovere di chiarezza ritengo sia opportuno, ancora una volta, fare sentire la mia voce. Devo dire di essere costernato - scrive Carlo Maria Chiodo - nel verificare di come gli organi di stampa continuino a dare voce ad una persona che dovrebbe, quantomeno per decenza, tacere e non abbiano invece dato voce ai diretti interessati dal fiasco della gestione del Brera da parte dell’ex direttore e del Cda: i dipendenti di ruolo, i tre docenti e la collaboratrice scolastica. Tre docenti con decenni di esperienza alle spalle e con, questi sì, curricula di alta professionalità e ciascuno almeno con due lauree alle spalle, abilitazioni varie e concorsi professionali vinti, e una collaboratrice scolastica, diplomata, capace, sensibile e perfettamente inserita in tutti gli ambiti gestionali e di necessità della scuola. Allora permettete che sia io a fare chiarezza per mettere a tacere, una volta per tutte, chi troppo chiacchiera e troppo ha sempre chiacchierato, vendendo eccellenze inesistenti, come i risultati, a tutti evidenti, hanno sottolineato benissimo. Contrariamente a quanto dice l’ ex direttore, le cui dimissioni, e sarà un documento ufficiale a testimoniarlo, sono state accettate per non aver raggiunto alcuno degli obiettivi del suo progetto e che avrebbe invece dovuto essere licenziato per lo stesso motivo, con decisione deliberata, ma la cui lettera di licenziamento l’ex presidente sig. Novario si è rifiutata di firmare, lo stato del Brera non è dovuto al fatto che il Comune ha staccato la spina. No! Al contrario il Comune, nella persona dei suoi amministratori, ha oculatamente agito, da un punto di vista amministrativo e imprenditoriale e ha voluto vederci chiaro prima di investire altro denaro pubblico in un Ente gestito in modo sconsiderato dalle 'due direzioni (marito e moglie)' e dal Cda. Un poco di numeri possono subito rendere l’ idea. La gestione della scuola di danza da parte della sig. Colonna pagando, inspiegabilmente,gli insegnanti della stessa più di quelli della scuola di musica, con il placet del Cda, ha provocato una maggiore spesa (e quindi un buco) di circa € 130.000,00. A ciò si aggiungano altrettanto inspiegabili rimborsi per le spese di locomozione agli stessi insegnanti per svariate migliaia di euro: una sorta di 'treno blu'. Altro esborso inutile sono i circa € 27.000,00 spesi per l’auditorium, dopo che il Comune l’aveva elegantemente ristrutturato e reso funzionale. Se poi si aggiungono a questa improvvida amministrazione gli emolumenti della sig. Colonna, la cui figura di 'direttrice' della scuola di danza non esiste in nessun inquadramento e pianta organica dell’Istituto, il totale sale a oltre € 200.000,00!! Logico e sacrosanto che il Comune abbia voluto vederci chiaro. Ma una parola particolare meritano le dichiarazioni dell’ ex direttore. Egli si dice orgoglioso '…di aver tracciato una linea di demarcazione tra la qualità e la mancanza di qualità. Infatti, grazie al suo impegno e 'sacrificio' abbiamo compreso cosa sia la mancanza di qualità gestionale e organizzativa. Infatti non una idea, una iniziativa, una innovazione ha visto la luce durante la sua gestione che, per contro, si è caratterizzata dall’affossamento di tutte le precedenti attività. Ma di più: abbiamo ancora le mail di risposta di Enti citati in inesistenti iniziative delle quali gli stessi Enti non erano neppure a conoscenza né erano stati neppure contattati. E il crollo delle iscrizioni, oramai accertato e opportunamente ammesso in più sedi, ne è la diretta conferma. Inoltre, oltre che eticamente scorretto, è un assurdo imprenditoriale allontanare tutti i precedenti 'vecchi' collaboratori, per sostituirli con giovanissimi docenti, per lo più chiamati 'ad personam', nonostante le graduatorie e la loro mancata partecipazione al concorso. Tutto ciò ha provocato una emorragia di iscritti poiché gli allievi, ben si sa, seguono il maestro. I giovanissimi docenti, nominati direttamente e senza motivo dal sig. Toni, nessuno della zona, non hanno portato certamente allievi ma si sono aggirati per i corridoi in attesa dell’arrivo degli stessi ivi portati dal nome Brera e non certamente da loro e hanno trascorso gran parte del proprio tempo utilizzando le strutture per attività personali. Ma in questo si è distinto pure il sig. Toni. Egli infatti ha adibito l’ex appartamento del custode, posto al secondo piano, per allestire la sua personale sala prove, senza che l’ex presidente avesse nulla da obbiettare, utilizzando attrezzature dell’Istituto. E di ciò ne abbiamo anche documentazione fotografica oltrechè testimoniale, si badi bene. Sarà questa la linea di demarcazione citata dall’ ex direttore? Fino ad allora i docenti e il direttore avevano solamente pensato ad insegnare e dirigere e nessuno si era arrogato il diritto di usare l’Istituto per le proprie attività personali. Il Brera non costa perché vi sono dipendenti a ruolo che, se lo sono, è perché a loro tempo ne hanno avuto le caratteristiche per meriti. Il Brera ha sempre avuto dipendenti a ruolo, nel corso della sua storia, a cominciare dal direttore eppure mai ha avuto buchi di bilancio e debiti. Si badi bene che l’attuale direzione e Cda sono stati capaci di prosciugare anche il generoso lascito del Prof. Torgano, ammontante a € 200.000,00. Sommando questi a quelli precedenti si arriva a oltre € 400.000,00 a cui andrebbero sommati gli € 50.000,00 di retribuzione dell’ex direttore, co-artefice, come visto, di quanto descritto. Ex direttore nominato dal Cda a tale incarico nonostante una totale e assoluta inesperienza in campo didattico e direzionale come è evidente dai documenti presentati dallo stesso sig. Toni per ottenere l’incarico di Direttore Artistico e Didattico. E tutto ciò, inoltre, senza un piano economico-finanziario. E il Comune non avrebbe dovuto volerci veder chiaro? E la causa sarebbero i dipendenti a ruolo, che invece hanno subito i fatti, e non gli amministratori, perfettamente coadiuvati dalle 'direzioni'? Non si permetta questo signore, congiuntamente all’ex presidente sig. Novario, di addossare i propri fallimenti al personale di ruolo che invece è quello che, nonostante la sua presenza (di Toni), ha fatto sì che il Brera continuasse ad esistere e che farà sì, con l’attenzione del Comune, che lo stesso possa ritornare a fiorire una volta liberatosi delle presenze non solo inutili ma ancorché dannose, come dimostrato dal tempo. Ma il tempo è galantuomo".

 

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